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Paraguay

Paraguay

Il Paraguay è una nazione (406.750 km², 5.734.139 abitanti, capitale Asunción) dell'America meridionale. Confina a nord con la Bolivia, ad est con il Brasile e a sud e ovest con l'Argentina. Il Paraguay è una repubblica presidenziale. Le lingue ufficiali sono lo spagnolo e il guarani, ma vengono parlate anche altre lingue amerinde.

Storia

Periodo precolombiano

Abitato in età precolombiana da varie tribù indie di cultura abbastanza progredita.

Scoperta ed esplorazione

lingue amerinde Fu scoperto tra il 1521 e il 1526 da A. Garcia, esplorato in seguito da Sebastiano Caboto, D. Garcia de Moguer, J. de Ayolas, D. Martinez de Irala e Salazar y Espinosa.
Gli ultimi due fondarono la città di Asunción (1537), che divenne governatorato del 1592 e separata dalla regione del Rio de la Plata nel 1617 ad opera di Saavedra.

Colonia spagnola (1536-1811)

Lo Stato Gesuitico del Paraguay

I gesuiti, nel 1606, costituirono la provincia del Paraguay, di cui favevano parte anche Argentina, Uruguay e vaste porzioni di Brasile e Cile. Minacciati dai portoghesi che occupavano il Brasile, i gesuiti armarono gli indigeni, vietando agli europei l'ingresso nel paese. Si formò così un vasto stato teocratico, chiamato anche Stato gesuitico del Paraguay, separato dal resto della comunità spagnola, fondato sulla proprietà comune dei beni e dei mezzi di produzione. Alla base di questa organizzazione c'erano le reducciones, piccoli nuclei cittadini con funzionari indigeni guidati da due gesuiti. Contro questa organizzazione si schierarono gli spagnoli e nel 1768 espulsero la Compagnia di Gesù da tutti i territori spagnoli.

Primi tentativi autonomistici

Nella prima metà del XVIII secolo si ebbero i primi tentativi autonomistici: nel 1721 i Comuneros di José de Antequera costituirono un governo indipendente che durò fino al 1735. Nel 1776 il Paraguay venne nuovamente unito al vicereame del Rio de La Plata, da cui si staccò solo nel 1810, dopo la vittoriosa guerra di liberazione argentina.

Indipendenza

Nel 1813 il Paraguay si dichiarò indipendente, erigendosi a repubblica, sotto il dittatore J. G. Rodríguez Francia, che lottò strenuamente contro gli argentini che minacciavano la libertà del nuovo stato.
A lui successe il nipote C. A. Lòpez, seguito dal figlio di questi Francisco Solano Lòpez (1862), che si trovò a dover fronteggiare Brasile, Argentina e Uruguay, coalizzati contro il Paraguay.

La Guerra della Triplice Alleanza

Il Presidente F.S. Lòpez era convinto che il Brasile e l'Argentina avessero mire espansionistiche nei confronti del suo paese. Per questo intenta, tra il 1865 e il 1870, una guerra, detta della "Triplice Alleanza" contro l'Argentina, il Brasile e l'Uruguay, che si erano intanto alleati per fronteggaire il Napoleone del Plata, come era chiamato il Presidente Lopez. Le battaglie furono molte e assai cruente. Teatro delle azioni di guerra fu principalmente la provincia meridionale del Ňeembucù che si trova alla confluenza tra il Rio Paranà con il Rio Paraguay. Lopez aveva attestato il grosso del suo esercito ad Humaità. La guerra si risolse in una catastrofe per il Paraguay; vi morì, infatti, oltre l'80% della popolazione maschile, compresi bambini, ragazzi e lo stesso Lopez.
Le condizioni di pace furono durissime: molti territori passarono all'Argentina, mentre il Brasile occupò militarmente il Paraguay fino al 1876.
Tuttavia, la discordia tra i vincitori, permise al Paraguay di mantenere la propria indipendenza; questi fatti favorirono il sorgere di una classe di ricchi proprietari terrieri, appoggiati dai militari colorado del generale Caballero, in lotta con i liberali radicali, che conservarono il potere fino al 1904.
In quell'anno, il generale Ferreira, portò al governo i liberali. Seguì un periodo di continui colpi di stato, che ebbero tregua con l'arrivo al potere di E. Ayala.
Ulteriori informazioni si possono trovare alla categoria Storia Contemporanea Americana http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_della_Triplice_Alleanza

Guerra per il Chaco Boreal

Nel 1928 scoppiò una guerra con la Bolivia per il possesso del Chaco Boreal, risolto con l'intervento di alcuni paesi latino-americani e degli USA; il trattato di pace del 1938 lasciò alla Bolivia un corridoio per lo sbocco sul fiume Paraguay.

Dittature civili e militari

Deposto Ayala, il paese tornò ai disordini, che terminarono con la dittatura di J. F. Estigarribia, che promulgò la nuova costituzione.
Gli successe H. Morinigo che instaurò un regime di terrore, contro cui si schierarono tutti i partiti nazionali.
Deposto nel 1948, gli successe il colorado G. Chávez.
Tra il 1954 e il 1989 il Paraguay è sottoposto alla dittatura militare del generale Alfredo Stroessner.

Ritorno faticoso alla democrazia

Solo nel 1993 si tengono le prime elezioni democratiche, con un immediato tentativo di ritornare all'antico regime nel 1996, durante il fallito golpe del generale Lino Oviedo.
Nel 1998 viene eletto a presidente Raúl Cubas, che si dimette l'anno successivo, dopo l'uccisione del vice presidente; Cubas e Oviedo lasciano il paese.
Nel 2000 un nuovo tentativo di colpo da stato di Oviedo.

Geografia

Geografia fisica

Morfologia

Il territorio nazionale occupa la parte settentrionale del bassopiano pratense che separa gli antichi tavolati del Brasile dal sudamerica andino.
L'elemento geografico più importante è il Rio Paraguay, vitale sia per le comunicazioni che per la sua funzione attrattiva degli insediamenti abitativi. Il fiume separa il paese nettamente in due parti:
- a est la sezione che sia allaccia ai massicci brasiliani e che concentra quasi tutta la popolazione
- a ovest quella che si collega ai pendii andini, semidesertica. La parte vitale del paese è compresa tra il Rio Paraguay e il Rio Paraná; è un vasto triangolo di basseterre nel quali si spingono le propaggini degli altipiani brasiliani; l'antichissimo zoccolo cristallino dello scudo brasiliano emerge in alcuni punti, ma in genere è ricoperto da una spessa coltre sedimentaria del paleozoico e del mesozoico.
Le appendici montagnose sono movimentate da una tettonica di stile rigido, con fratture, depressioni e horst.
Le dorsali hanno un andamento da nord a sud (Sierra de Amambay, Sierra de Maracaju, ecc.), le altitudini non sono mai elevate, solo in qualche punto superano i 500 metri.
Con esclusione di questa parte montuosa, il Paraguay orientale è pianeggiante, con ampie superfici paludose lungo il Paraguay e il Paraná, le periodiche inondazioni concorrono alla formazione di grandi aree anfibie (esteros). A ovest del fiume Paraguay il territorio si spinge fino alle pendici delle Ande, comprendendo una vasta parte del Chaco (Chaco Boreal), ampio tavolato costituito da accumuli sedimentari a carattere continentale (alluvioni e depositi eolici del neozoico), con un'altitudine media inferiore ai 200 m, interrotto da pochi rilievi isolati come il Cerro León (1.000 m).

Idrografia

Le due regioni distinte del Paraguay, assumono una connotazione ancora più precisa se considerato idrograficamente.
La parte orientale, racchiusa tra Paraguay e Paraná, comprende una fitta rete di acque navigabili che, tramite il Paraná, comunicano direttamente con l'Oceano Atlantico.
Il Paraguay discende da Mato Grosso (Brasile) attraversando il paese da nord a sud per un migliaio di chilometri, con un corso tortuoso, tra varie zone acquitrinose; riceve molti affluenti, da sinistra l'Apa, lo Jejui-Guazo, il Tebicuari e da destra il Monte Lindo e il Pilcomayo; a nord-est di Corrientes entra nel Paraná. Il Paraná interessa limitatamente il Paraguay, che segna il confine con Brasile e Argentina, scorre prevalentemente incassato fra rive molto resistenti, con un letto spesso interrotto da cascate; il corso del fiume si fa più calmo e regolare solo nella parte meridionale del Paraguay. Nella parte occidentale la rete idrografica è appena accennata, i fiumi si dirigono verso sud-est, alcuni non arrivano nemmeno al mare, esaurendosi nella permeabilità del terreno; unico fiume importante è il Pilcomayo, che segna il confine con l'Argentina, nasce sulle Ande ed attraversa il Chaco.

Clima

La posizione geografica e il moderato influsso dei venti provenienti dall'anticiclone subatlantico, unitamente all'azione della masse d'aria più fresche affluenti da sud, conferiscono al Paraguay un clima subtropicale. Le temperature medie non sono molto elevate, si possono riscontrare notevoli escursioni termiche, sia stagionali che giornaliere, con massimi superiori a 40° e minimi, eccezionalmente, al di sotto di 0°. Le precipitazioni sono portate dalle masse d'aria atlantiche durante i mesi dell'estate australe, da ottobre ad aprile, mentre durante i mesi invernali si fanno sentire le masse d'aria del fronte polare antartico, responsabili di cielo sereno, ma accompagnate talvolta da venti freddi e violenti (pamperos).
Nella parte sudorientale cadono 1.000-1.400 mm di pioggia annui, questi valori diminuiscono progressivamente verso nod-ovest, fino a giungere a 500 mm (o anche meno) nel Chaco.

Temperatura e precipitazioni

Geografia umana

Popolazione

Densità: 14 per km²

Etnie

La maggioranza della popolazione è costituita da indios guarani, di cui solo 40.000 vivono ancora isolati ed in condizioni primitive nel Chaco e delle aree forestali dell'est. Mestizo 90%, indio 2%, altri 8%.

Religione

A maggioranza cattolica.

Geografia politica

Articolo principale: Dipartimenti del Paraguay Il Paraguay è suddiviso in due regioni, a loro volta suddivise in un totale di 17 dipartimenti, più un dipartimento speciale per la capitale. Dipartimenti della Región Oriental: Alto Paraná, Amambay, Asunción, Caaguazú, Caazapá, Canindeyú, Central, Concepción, Cordillera, Guairá, Itapúa, Misiones, Neembucú, Paraguarí, San Pedro. Dipartimenti della Región Occidental: Alto Paraguay, Boquerón, Nueva Asunción, Presidente Hayes.

Geografia economica

Prodotto Nazionale Lordo: 200$ pro capite (80° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: -749 milioni di $.
Inflazione: 7,0%.
Disoccupazione: 8,00%.
Punti di forza. Forti esportazioni di elettricità. Autosufficienza di grano e altri generi alimentari. Esportazione di cotone, olio di semi e di soia.
Punti di debolezza. Dipendenza dall'agricoltura e dai mercati brasiliano e argentino. Nessuna produzione di idrocarburi. Alta disoccupazione e sistemi finanziario e bancario deboli. La forte instabilità politica scoraggia gli investimenti stranieri.
Il Paraguay è uno dei paesi meno evoluti economicamente dell'America latina, pur avendo accelerato sensibilmente il proprio sviluppo a partire dagli anni settanta.

Risorse

Produzione di energia elettrica: 6.500.000 kw.
Pesca: 22.000 tonnellate.
Petrolio: non produttore, raffinazione 7.500 b/g.
Allevamento: pecore 387 mila, bovini 9,8 milioni, suini 2,5 milioni.
Minerali: gesso, marmo, argilla, caolino, ferro, manganese, uranio.
Agricoltura: L'attività occupa quasi la metà della popolazione attiva. Le strutture produttive sono in gran parte arcaiche, con predominanza del latifondo.
L'agricoltura è abbastanza diversificata, rivolta sia ai consumi interni che all'esportazione. Le principali colture alimentari sono la manioca, il riso, il mais, il frumento e altri cereali. Importante per il consumo tradizionale sono la patata dolce e i legumi. Nella frutticoltura prevalgono agrumi, banane e ananas, nel distretto di Villaricca si coltiva la vite. Nelle coltivazioni d'esportazione prevale il cotone, quindi il tabacco, la canna da zucchero, il caffè, la soia, il tung, le arachidi e la palma da olio. Un'altra importante risorsa è costituita dal legname (cedro, mogano, noce). Particolare anche l'utilizzo delle foglie dell'Ilex paraguayensis, da cui si ricava una bevanda, il mate.
Allevamento: L'allevamento è estensivo, disponendo di ampie aree per il pascolo, anche se al nord si sta affermando un allevamento più razionalizzato e con razze selezionate.
Risorse minerarie: Le risorse minerarie sono scarse, rappresentate da pochi giacimenti di manganese, rame e ferro. Industria

Trasporti

La guida è a destra. Rete stradale: 2.785 km.
Rete autostradale: 700 km.
Rete ferroviaria: 441 km.
Rete navigabile: 3.100 km.
Flotta di 44 navi (43.600 tsl) Aeroporto internazionale: Silvio Pettirossi Inti di Asunción

Turismo

1 visitatore l'anno ogni 13 abitanti. Provenienza: Argentina 23%, Brasile 20%, Uruguay 8%, altri 39%.

Esportazioni

Brasile 39%, Argentina 21%, Paesi Bassi 8%, Giappone 7%, Cile 4%, altri 21%.

Importazioni

Brasile 34%, USA 19%, Argentina 14%, Hong Kong 6%, Giappone 5%, altri 22 %.

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 92%.
Studenti universitari: 42.302.

Istruzione

Obbligo scolastico fino a 12 anni

Sanità

Sistema sanitario pubblico

Ambiente

Il 4,0% del territorio è protetto.

Flora

Nella parte orientale, più umida, il paesaggio è dominata dalla foresta tropicale (con cedro, mogano, acajoù, quebracho blanco, palme, Ilex paraguayensis), con il fitto sottobosco di liane e felci.
Nella pianura, la foresta viene sostituita da savane, sia erbacee che arborate, con graminacee e felci.
Nel Chaco predominano gli ambienti steppici, con rare presenze di savane erborate.
Nelle foreste più elevate si trovano foreste di quebracho colorado, una pregiata essenza dal legno durissimo.

Fauna

Arte

Architettura

Pittura e scultura

Letteratura

Poesia

Romanzo

Teatro

Musica

Politica

Il potere esecutivo spetta al presidente della repubblica, in carica per 5 anni.
Il potere legislativo spetta alla Camera dei Deputati (80 membri) e al Senato (45 membri).

Politica interna

Politica estera

Bibliografia

Collegamenti esterni


- [http://www.paraguaygobierno.gov.py Portal del Gobierno Electrónico] - Sito ufficiale del governo

Altre voci


- Aziende
- Città
- Montagne
  - Aracanguy
  - Cerro Léon
- Fiumi
  - Acaray
  - Apa
  - Aquidabán
  - Confuso
  - Jejui Guazú
  - Montelindo
  - Paraguay
  - Paraná
  - Pilcomayo
  - Tebicuary
  - Verde
  - Ypané
- Laghi
  - Verá
  - Ypacaraí
  - Ypoá fiu-vro:Paraguay ja:パラグアイ ko:파라과이 ms:Paraguay simple:Paraguay zh-min-nan:Paraguay

America meridionale

L'America meridionale o America del Sud è un continente attraversato dall'equatore, con gran parte del suo territorio nell'emisfero sud. Il Sud America è situato tra l'Oceano Pacifico e l'Oceano Atlantico. Si connesse al Nord America solo in ere geologiche recenti, con la formazione dell'Istmo di Panama. Le Ande, una catena montuosa relativamente giovane, corre sul bordo occidentale del continente; il territorio ad est delle Ande è in larga parte foresta tropicale, il vasto bacino del Rio delle Amazzoni. Si pensa che sia stato inizialmente abitato da popolazioni che attraversarono lo Stretto di Bering, sebbene vi siano anche ipotesi di migrazioni dall'Oceano Pacifico meridionale. Verso il 1530, gli abitanti del Sud America furono sopraffatti dagli invasori Europei, prima dalla Spagna, poi dal Portogallo, con la creazione di colonie. Nel corso del XIX secolo, queste colonie divennero indipendenti. Oggi, il Sud America si compone dei seguenti dodici paesi:
- Argentina (Buenos Aires)
- Bolivia (La Paz)
- Brasile (Brasilia)
- Cile (Santiago del Cile)
- Colombia (Santa Fé de Bogotá)
- Ecuador (Quito)
- Guyana (Gergetown)
- Paraguay (Asuncion)
- Perù (Lima)
- Suriname (Paramaribo)
- Uruguay (Montevideo)
- Venezuela (Caracas) e dei seguenti tra territori non indipendenti:
- Isole Falkland (Regno Unito)
- Guayana Francese (Francia)
- Georgia del Sud e isole Sandwich meridionali (Regno Unito) ---- Vedi anche:
- Americhe
- Comunità delle Nazioni del Sud America Categoria:America meridionale Categoria:Geografia ja:南アメリカ ko:남아메리카 simple:South America th:ทวีปอเมริกาใต้ zh-min-nan:Lâm Bí-chiu

Bolivia

La Bolivia è una nazione (1.098.580 km², 8.586.443 abitanti, capitale Sucre e La Paz) dell'America meridionale, situata nel centro del continente, senza sbocchi al mare. Confina a
- nord: Brasile
- est: Brasile
- sud: Argentina, Paraguay
- ovest: Perù, Cile La Bolivia è una repubblica presidenziale. Oltre allo spagnolo sono considerate lingue ufficiali anche due lingue indigene: quechua e aymara. Altre lingue indigene parlate sono: guarani, arawak e samukò.

Storia

Storia precolombiana

Le regioni andine sono abitate da circa 20.000 anni. Durante il II secolo AC, la cultura Tiwanaku si sviluppo nella parte meridionale del Lago Titicaca. Questa fiorente civiltà visse fino al XIII secolo. Verso la metà del XV secolo, gli Inca entrarono nell'altipiano e sottomisero la zona al loro impero detto Tawantinsuyu. Il loro controllo dell'area continuò fino alla conquista spagnola.

Colonizzazione spagnola

Venne invasa dai colonizzatori spagnoli di Francisco Pizarro nel 1538, che la denominarono Alto Perù, facendo rientrare il territorio nel vicereame del Perù. La storia subito dopo la conquista si muove su due direttrici principali: i contrasti politici interni della comunità spagnola e i rapporti tra spagnoli e indios boliviani. Dopo il conflitto di potere tra Pizarro e Almagro (risoltosi in favore di quest'ultimo), nacque il contrasto tra le pretese autonomistiche dei conquistatori rispetto alla madrepatria, rappresentata dal viceré. Si svolse così una lunga lotta intestina, in cui gli encomenderos spagnoli (i colonizzatori) volevano sottrarsi al pagamento di certe imposte, affermando la loro completa sovranità sulle colonie da loro sfruttate. Il rapporto con gli indios era invece basato su uno sfruttamento disumano, al pari di schiavi.

Rivolte e moti indipendentistici

Questi elementi portano al nascere di ribellioni antispagnole e a moti più esplicitamente indipendentistiche a partire dal XVIII secolo.
Nel 1730 e nel 1780-1782, in Bolivia si ebbero gravi disordini anti-spagnoli, che si fecero più pericolosi quando si proclamò capo dei rivoltosi, Túpac Amaru II, inca di educazione spagnola e gesuita, che venne però sconfitto ed ucciso per squartamento.
Fu nel 1808 che cominciò la lotta decisiva per l'indipendenza, quando la guida dei rivoltosi fu presa da meticci e creoli, educati alla spagnola e spesso avviati alla carriera militare, che portarono il movimento alla vittoria dopo una guerriglia durata vent'anni. Nel 1824 gli spagnoli vengono sconfitti da José de Sucre.

Indipendenza

Il 6 agosto 1825 l'Alto Perù si dichiarò indipendente, si instaurò la repubblica, cambiando il suo nome in Bolivar, poi trasformato in Bolivia.
Importante fu il ruolo svolto da Simon Bolívar e da Antonio José de Sucre nella lotta di liberazione, tanto da essere dichiarati, rispettivamente, presidente e vice-presidente della nuova repubblica.
La storia boliviana del XIX secolo è una storia di conflitti tra gli stati americani appena resisi indipendenti.

Le guerre di confine

Tra il 1828 e il 1900 lo vedono in guerra aperta o latente con il Perù, il Cile, il Paraguay e il Brasile, sempre per questioni di confine o per il controllo di giacimenti minerari boliviani.
La Bolivia si tenne sostanzialmente estranea alla prima guerra mondiale, mentre, nel 1938, si trovò impegnata in una dura guerra col Paraguay, che la costrinse a cedere parte del territorio del Chaco.

Storia moderna

All'interno invece, si susseguivano i colpi di stato, che portavano al potere militari filo-nazisti e politici conservatori, come Villaroel morto nell'insurrezione libertaria del 1946 che portò alle presidenze di Guillen e Gutíerrez.
Nel 1951 un altro militare si impadronì del potere, H. Ballivian, presto sostituito da Víctor Paz Estenssoro. Fu istituito il suffragio universale, furono nazionalizzate le miniere di stagno e si presero provvedimenti progressisti. Dopo alcuni anni di conflitti sociali, si arrivò alla nuova presidenza di Paz Estenssoro (1960). Nel 1964 l'esercito riprese il potere con il generale R. Barrientos Ortuño; il suo governo si sforzò di reprimere la guerriglia, che culminò con la cattura e l'uccisione di Ernesto "Che" Guevara (1967). Nel 1969 si verificò un ennesimo colpo di stato, con il quale la Bolivia entrò nell'area d'influenza sovietica, seguito tuttavia da altri, come quello del 1982.

Storia contemporanea

Nel 1985 Estennssoro tornò alla presidenza, prefissandosi di attuare una rigidissima politica di risanamento; nel 1993 gli succede Gonzalo Sánchez de Losada. Le proteste popolari, durate oltre un mese, per la nazionalizzazione dell'acqua dal ghiacciaio dell'Illimani e degli idrocarburi, provenienti per lo più dalla zona di Santa Cruz de la Sierra, sono state represse in modo sanguinario provocando molte decine di morti. Sánchez de Losada, costretto alle dimissioni, è fuggito a Miami.
Il 17 ottobre 2003 viene eletto il suo vice Carlos Mesa. I problemi economici e sociali della Bolivia hanno portato ad una nuova ondata di proteste. Al problema della nazionalizzazione degli idrocarburi (voluta per lo più dagli abitanti di El Alto) si sono aggiunte le spinte separatiste della città di Santa Cruz de la Sierra. A differenza del suo predecessore, Mesa non ha volute reprimere con l'esercito le proteste dei manifestanti.
Il 6 giugno 2005 Mesa rassegna le sue dimissioni. A seguito di ciò e della rinuncia del presidente del Congresso, Vaca Diéz e del presidente della Camera dei Deputati, Mario Cossío, il 9 giugno 2005 viene eletto a Sucre il nuovo presidente della Bolivia, Eduardo Rodríguez.

Geografia

Geografia fisica

Compresa tra il tropico del Capricorno e il 10° parallelo S. Si distinguono tre aree geografiche:
- area andina, nella parte meridionale e occidentale
- l'altipiano andino
- il bassopiano.

Morfologia

Nell'area boliviana le Ande raggiungono la massima larghezza; qui il sistema si sdoppia, divendendosi in Cordigliera Orientale o Reale e Cordigliera Occidentale, che racchiudono l'area dell'altopiano andino.
La Cordigliera Occidentale è composta da un poderoso allineamento di vulcani, quasi tutti inattivi.
La Cordigliera Orientale accoglie alcune delle montagne più alte delle Ande, come l'Illimani (6.682 m), l'Illampu (6.485 m).
A questi si aggiungono i vulcani spenti: Samaja (6.580 m), Tacora (5.950 m). L'altopiano si estende ad un'altezza media di 3.600 m., ed è la prosecuzione di quello peruviano. I bassopiani sono poco abitati e spesso assumono un aspetto desertico.

Idrografia

Ai laghi dell'altopiano (lago Titicaca, lago Poopò) si alternano aree poverissime d'acqua, come nel bassopiano del Chaco, o bacini di lunghi e imponenti fiumi come il Mamorè, il Desaguadero, il Beni e il Rio Madre de Dios, che vanno a formare il fiume Madeira, importante affluente del Rio delle Amazzoni.

Clima

Dal clima alpino delle Ande si passa a quello dell'altopiano, caratterizzato da medie costanti per tutto l'anno, con piovosità abbondante; oppure si può avere un clima tropicale, come nel nord-est del paese o il clima desertico del Chaco.

Temperatura e precipitazioni

Geografia umana

Popolazione

Densità: 8 per km²

Etnie

Quechua 37%, aymara 32%, meticci 13%, europei 10%, altri 8%.

Religione

Religione prevalente è quella cattolica (93 %).

Geografia politica

La Bolivia è divisa in 9 dipartimenti (departamentos). Ogni dipartimanto si divide in province (provincias) per un totale di 112 su tutto il territorio nazionale. A sua volta ogni provincia si divide in comuni (municipios). Attualmente sono presenti 327 comuni.

Geografia economica

Prodotto Nazionale Lordo: 970$ pro capite (91° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: -715 milioni di $.
Inflazione: 4,7%.
Disoccupazione: 10,00%.
La Bolivia è un paese poverissimo, nonostante la sua estensione e la bassa densità abitativa e la ricchezza di minerali. Le ragioni sono da ricercarsi in una errata politica sociale, con un notevole analfabetismo, che non danno la possibilità di creare un'industria nazionale. Punti di forza: abbondanza di minerali. Depositi di petrolio e gas recentemente scoperti. Punti di debolezza: mercato delle materie prime vulnerabile alla fluttuazione dei prezzi. Alta disoccupazione. Infrastrutture inadeguate.

Risorse

Produzione di energia elettrica: 805.000 kw.
Pesca: 6.300 tonnellate.
Petrolio: 20.631 b/g.
Allevamento: pecore 8,4 milioni, capre 1,5 milioni, bovini 6,4 milioni, suini 2,6 milioni.
Minerali: stagno, gas naturale, petrolio, zinco, oro, antimonio, tungsteno, argento, piombo.
Agricoltura
L'agricoltura si basa su patate, mais, orzo, grano, frutta. Le zone tropicali forniscono caucciù, legname e canna da zucchero. Altro prodotto caratteristico coltivato è la coca, le cui foglie sono utilizzate dagli indios per sopperire alla scarsa alimentazione e ridurre il peso della fatica alle quote elevate.
Allevamento
L'allevamento più diffuso è quello dei lama, meno numerosi, bovini, ovini, caprini e suini.
Pesca
Risorse minerarie
Le risorse minerarie sono: stagno, rame, bismuto, piombo, zinco, argento, oro.
Industria
Manca una qualsiasi industria che vada al di là della lavorazione iniziale del materiale, così le regioni più sviluppate sono quelle nelle vicinanze dei bacini metalliferi: Corocoro, Potosí, Oruro, La Paz.

Trasporti

Guida a destra. Rete stradale: 41.642 km.
Rete autostradale: 2.848 (panamericana).
Rete ferroviaria: 3.701 km.
Rete navigabile: 10.000 km.
Aeroporti internazionali: El Alto di La Paz, Viru Viru di Santa Cruz de la Sierra.

Turismo

1 visitatore l'anno ogni 21 abitanti.
Provenienza: Perù 17%, USA 11%, Brasile 8%, Germania 7%, Cile 7%, altri 50%.

Esportazioni

USA 20%, Argentina 13%, Perù 12%, Regno Unito 11%, Svizzera 9%.

Importazioni

USA 23%, Argentina 15%, Giappone 12%, Brasile 11%, Cile 6%, altri 33%.

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 84%.
Studenti universitari: 109.503.

Istruzione

Obbligo scolastico fino a 14 anni.

Sanità

Non esiste un sistema sanitario pubblico.

Ambiente

Il 14,0% del territorio è protetto.

Flora

Fauna

Arte

Architettura

Pittura e scultura

Letteratura

Rara e discontinua la produzione letteraria in spagnolo fino al 1700, quando sulla spinta di interessi politici indipendentistici, alcuni scrittori si fecero interpreti delle esigenze patriottiche e libertarie dell'intellettualità creola: Benjamín Lenz, Gualindo, José Bustamante. Nella seconda metà del XIX secolo si distinguono romanzieri storico-realisti (Guzmán, N. Aguirre), a cui si affiancano i seguaci delle correnti letterarie nate in altre regioni del continente o in Europa (Ricardo Freire, Villalobos).
Verso il 1880 alcuni autori cominciano ad occuparsi del dramma indigeno e delle sue implicazioni sociali e politiche (Arguedas). Nel XX secolo si sviluppano le due tendenze tipiche della letteratura sudamericana: l'orientamento poetico decadente che si estrania dalla realtà e dai problemi, ed un indirizzo socialmente impegnato.
In questa dualità la letteratura nazionale trova i suoi interpreti in Fran Tamayo poeta simbolista, e in Raul Otero Rache e A. Céspedes che si avvicinano con romanzi e poesie alla crudele realtà della condizione india.

Poesia

Romanzo

Teatro

Musica

Politica

Il potere esecutivo è affidato al presidente della repubblica. Il potere legislativo è affidato alle due camere, che formano il Consiglio Nazionale: Senato (27 membri), Camera dei Deputati (130 membri).

Politica interna

Politica estera

Bibliografia

Voci correlate


- Aziende
- Città
- Montagne
- Vulcani
- Fiumi
- Laghi
- Isole

Collegamenti esterni


- [http://www.bolivia.gov.bo Portale del Governo della Bolivia]
- [http://www.bolivia.it Informazioni generali sulla Bolivia]
- [http://www.caminoreal.135.it Camino Real. Tra Perù e Bolivia.] - Videoracconto di viaggio di Aldo Lardizzone
- [http://www.hernan.ameijeiras.com/bolivie-bolivia.html Bolivia in foto] ja:ボリビア ko:볼리비아 ms:Bolivia th:ประเทศโบลิเวีย zh-min-nan:Bolivia

Argentina


La Repubblica Argentina è un paese dell'America meridionale. Confina a ovest con il Cile, a nord con la Bolivia e il Paraguay, a nord-est con il Paraguay e il Brasile, a est con l'Uruguay, a sud-est con l'Oceano Atlantico. Dal punto di vista politico è una repubblica federale composta da province che svolgono le medesime funzioni attribuite agli stati confederati.

Storia

La storia argentina inizia con la scoperta delle sue coste da parte di Amerigo Vespucci nel 1502. Successivamente nel 1516, Juan Díaz de Solís giunge all'estuario del Río de la Plata. Nei primi anni la presenza europea si limitò ad alcuni forti spagnoli e alla città di Buenos Aires. I territori del Río de la Plata (tra i quali fino al 1617 fu compreso anche l'attuale Paraguay) furono occupati definitivamente dagli spagnoli nel 1536 con il nome di Provincie Unite del Río de la Plata, e furono retti fino al 1591 con il sistema delladelantados, poi con quello del governatorato. Nel 1776 la colonia divenne vicereame del Río de la Plata e fu suddivisa in otto intendenze, comprendenti anche gli attuali stati di Bolivia, Uruguay e Paraguay). Con lo sviluppo della colonia nacquero le prime aspirazioni all'indipendenza che maturarono in età napoleonica: nel 1806-1807 la vittoriosa difesa contro gli Inglesi ad opera di forze locali fece sì che nel maggio 1810, i patrioti sostituissero al viceré B. Cisneros una giunta governativa provvisoria. La vita interna del paese fu agitatissima a causa del contrasto tra il governatore C. Saavedra e il democratico Moreno. L'indipendenza fu proclamata ufficialmente al congresso di Tucumàn (9 luglio 1816) e al nuovo stato venne dato il nome di Argentina. L'11 maggio 1819 fu promulgata la costituzione, repubblicana e moderatamente liberale. L'Argentina attraversò quindi un periodo di grave anarchia (1819-1821), dalla quale uscì grazie a B. Rivadavia. La lotta tra federalisti e unitari continuò tuttavia anche dopo la dittatura di J. M. de Rosas (1835-1852) e sfociò nel distacco (1853-1859) in uno stato indipendente di Buenos Aires. Con l'avvento del presidente B. Mitre (1862) si chiuse questo periodo di disordini. Negli stessi anni l'Argentina entrò a più riprese in conflitto con gli stati vicini: nel 1827 con il Brasile, durante la dittatura di Rosas contro la Bolivia, nel 1838 e nel 1845 contro gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e laFrancia. Negli anni dal 1865 al 1870 fu ancora in guerra col Paraguay, mentre il contenzioso sui confini con il Cile venne risolto pacificamente con gli accordi del 1881 e del 1896. Nei primi decenni del XX secolo prevalse il partito radicale con H. Irigoyen (eletto nel 1916), ma la crisi economica del 1929 portò nel 1930ad un colpo di stato che portò al potere il generale Uriburu. A questo seguirono i presidenti A. Justo (1932-1938), R. Ortiz (1938-1942) e R. Castillo (1942-1943) di tendenza conservatrice. Allo scoppio della seconda guerra mondiale l'Argentina si dichiarò neutrale, ma il colpo di stato militare del 4-7 giugno 1943 diede il potere al Grupo de Oficiales Unidos capeggiato prima dal generale P. Ramirez, quindi dal generale E. Farrel (dal marzo 1944), portò all'alleanza con le potenze dell'Asse. L'alleanza fu rotta con la dichiarazione di guerra alla Germania e al Giappone il 27 marzo 1945 e con l'adesione all'Atto di Chapultepec il 4 aprile 1945. Nel dopoguerra cominciò l'ascesa politica di Juan Domingo Perón che, nelle elezioni presidenziali del febbraio 1946 ottenne la vittoria, anche grazie all'attività della moglie Eva Duarte Perón ("Evita") e dei suoi descamisados. Perón restò al potere sino al 1955, quando un colpo di stato organizzato dalla Marina diede il potere ai generali Lonardi e Aranburù. Nel 1958 venne eletto presidente A. Frondizi che, dopo aver dovuto fronteggiare ripetuti attacchi peronisti e una grave crisi economica, fu sostituito (1962) dal presidente del Senato J. M. Guido. Nel 1963 venne eletto a presidente il radicale H. Illia. Con il colpo di stato militare del giugno 1966 il potere fu assunto dal generale J. C. Ongania. Perón tornò brevemente al potere, dal 1973 fino alla sua morte (1974), dopodiché divenne presidente la sua terza moglie, Isabel Peron (Maria Estela Martínez). Dal 1976 al 1982 vi fu ancora una dittatura militare, che ebbe fine con il fallito tentativo di invasione delle isole Falkland/Malvinas. Dopo la fine della giunta militare fu eletto presidente Raul Alfonsin (1983), a cui successe nel 1989 il giustizialista Carlos Menem. Vedi anche la voce sui Presidenti dell'Argentina.

Geografia politica

Geografia fisica

Morfologia

Il carattere essenziale del rilievo è dato dalla netta contrapposizione fra pianure orientali e la cordigliera andina, che segna il confine con il Cile. Nella parte settentrionale i rilievi racchiudono un vasto altipiano desertico (Puna de Atacama, 3400-4000 m). Nelle Ande centrali la catena si restringe, ma si fa più impervia, raggiungendo le massime elevazioni (Aconcagua 6959 m, Mercedario 6770 m). Per l'aridità del clima, il limite delle nevi persistenti è assai elevato (6000 m. a 28° latitudine sud). A sud delle sorgenti del Neuquén, le Ande patagoniche (culminanti a 3554 m nel Cerro Tronador) a clima umido sono invece ricoperte di nevi e di ghiacciai malgrado l'altezza relativamente modesta. A est della zona andina si incontrano regioni molto varie, sia dal punto di vista climatico che morfologico. Da nord a sud si distinguono il Chaco, vasto bassopiano attraversato da fiumi dal corso lento e divagante e coperto da una prateria sparsa di arbusti; la pampa, sterminata distesa pianeggiante con clima temperato, ricoperta da una steppa di graminacee che l'uomo ha sostituito in parte con colture di cereali; la "Mesopotamia argentina", compresa tra i fiumi Paraná e Uruguay, bassa e paludosa; la regione patagonica, a sud del Rio Colorado, una steppa poco popolata, che scende con una serie di altopiani dalle Ande alla costa atlantica, solcata in senso trasversale da profonde valli.

Idrografia

Dal punto di vista idrografico il territorio argentino è diviso tra il bacino del Rio de La Plata-Paraná e, in piccola parte, i bacini autonomi dei fiumi che dalle Ande scendono direttamente nell'Atlantico. Il bacino del Rio de La Plata-Paraná è, dopo quello amazzonico, il più esteso dell'America meridionale, interessando oltre 3 milioni di km². Esso è costituito dal Paraná, che scende dagli altipiani brasiliani, dall'Uruguay, che accoglie le acque di una vasta sezione tra lo spartiacque amazzonico e le Ande boliviane, infine dai fiumi andini che attraversano il Chaco e le pianure pedemontane in direzione sud-sud-est: tutti questi fiumi sfociano nel Río de La Plata che è al tempo stesso un estuario e una rientranza continentale di straordinaria ampiezza. Qui giunge anche l'Uruguay, che segna il confine con l'omonimo stato, di cui raccoglie le acque. Il Paraná è navigabile e, con il Paraguay, forma una preziosa via di comunicazione del paese. Dei fiumi andini che sfociano direttamente nell'Atlantico, il più importante è il Río Colorado; seguono i fiumi patagonici (Río Negro, Chubut, Deseado, ecc.) che hanno un corso pressoché parallelo, da ovest a est, e incidono i tavolati sedimentari gettandosi in mare con profondi estuari. Laghi veri e propri, taluni dei quali anche di vasta area e celebri per la loro bellezza paesaggistica sono il Nahuel, l'Huapi, il Lago Buenos Aires, il Viedma argentino: sono presenti nelle Ande patagoniche e hanno caratteristiche tipicamente alpine.
Da segnalare inoltre gli aricpelaghi Islas de Los Estados e le Islas Grandes.

Clima

Viedma Il clima dell'Argentina è fortemente influenzato dal fatto che l'Argentina è situata nella porzione più sottile dell'America meridionale. Come conseguenza di ciò presenta un clima contintentale moderato. L'area climatica più caratteristica dell'Argentina è quella centrale, la Pampa argentina, anche dal punto di vista economico la parte importante, caretterizzata da un clima temperato, anche se in certe zone le precipitazioni sono scarse. Data però la notevole estensione del paese nel senso della latitudine (da 22° a 55° sud) le condizioni variano sensibilmente da nord a sud, passando da un clima tropicale o subtropicale nella "Mesopotamia" e nel "Chaco", con estati calde ed inverni miti, ad un clima di tipo oceanico freddo nella Patagonia. Il clima della regione andina risente naturalmente dell'altitudine e presenta i caratteri tipicamente montani (forti escursioni termiche, inverni assai rigidi, ecc.): nella puna e in genere nelle Ande settentrionali è accentuata l'aridità, mentre piovosità assai abbondante si registra a sud dove, per l'abbassarsi della catena andina e l'estremo assottigliarsi del territorio, prevale il clima oceanico. L'Argentina meridionale è l'unica area sottoposta all'azione dei venti del Pacifico, altrove fermati dalla barriera delle Ande. Le masse d'aria messe in movimento dall'anticiclone dell'Atlantico meridionale investono invece direttamente solo la parte più settentrionale del paese, dove, a ridosso degli altopiani brasiliani si verificano le precipitazioni più abbondanti, con massimi intorno ai 1.800 mm annui. Altrove la piovosità diminuisce, in particolare procedendo da est verso ovest: così nel Chaco si passa da oltre 1.000 a 500 mm di precipitazioni. Nel settore occidentale, il clima è tipicamente tropicale, caratterizzato d'inverno da una lunga stagione secca. Un clima subtropicale monsonico senza stagione asciutta si ritrova invece nella striscia della "Mesopotamia". Nella pampa si passa dai 1.000 mm della costa (
pampa húmeda) ai 600 mm dell'interno (pampa seca), dove si ha un clima temperato steppico, con estati assai calde ed inverni miti. La Patagonia ha un clima subdesertico, contraddistinto da inverni assai rigidi, escursioni termiche molto alte e precipitazioni tra i 200 e i 400 mm annui. Verso sud, nella Terra del Fuoco, le piogge aumentano per i citati influssi oceanici, mentre le temperature si abbassano sensibilmente (media annua di 5° C); qui il limite delle nevi perenni, scende a 1.000 m s.l.m. in corrispondenza dello stretto di Magellano.

Geografia umana

Popolazione: 36.260.130 abitanti (censimento 2001) - 38.592.150 abitanti (stima 2005) Densità: 14 ab./kmq L'Argentina è il paese americano che meno conserva le tracce delle antiche popolazioni indigene, quasi totalmente cancellate dai coloni e dagli immigrati provenienti dall'Europa. I Puelche, popoli di cacciatori delle praterie, sono stati pressoché sterminati; scomparsi da tempo sono anche Diaghiti, agricoltori, la cui cultura si diffuse nelle regioni nord-occidentali. Nel nord esistono ancora alcune minoranze di Guaraniti e di altri antichi gruppi che un tempo occupavano le vaste zone del Chaco. Terra di grande attrazione per gli europei anche per il clima e la ricchezza del terreno, l'Argentina comincio però ad essere massicciamente popolata solo in epoca recente. In precedenza erano state sfruttate le zone minerarie (oro, argento) delle Ande e le zone costiere dove arrivavano le vie di comunicazione dall'interno; venuti meno i traffici di metalli preziosi, gli spagnoli cominciarono a sfruttare gli spazi liberi della pampa, dove l'allevamento bovino ed equino trovò condizioni ideali. Nacque quindi la figura del gaucho, che si considera, inqulache modo, il fondatore della nazione. Le fortune dell'allevamento determinarono prosperità e benessere che, a partire dalla seconda meta del XIX secolo, suscitarono la grande immigrazione europea. Essa continuò per decenni, raggiungendo l'apice nel primo decennio del XX secolo: nel 1869 la popolazione argentina era di 1,7 milioni di abitanti, mentre nel 1914 aveva già raggiunto gli 8 milioni. La crescita continuò ancora, sostenuta anche dall'incremento naturale e nel 1936 si raggiunsero i 12 milioni di abitanti. Alla formazione del popolo argentino hanno contribuito soprattutto gli Italiani (35%), gli Spagnoli (24%), in misura minore tedeschi, francesi, slavi, ecc.. Oggi ai calcola che il 70% della popolazione argentina abbia anche la cittadinanza italiana o i requisiti per richiederla per
ius sanguinis. Lo spagnolo correntemente parlato in Argentina, specie a Buenos Aires (dove si parla un dialetto chiamato porteño), ha subito influenze dall'italiano. L'incremento naturale si è assestato su valori medi (1.5%), mentre la natalità è decisamente al di sotto della media sudamericana (20.7%.). La densità media è bassa e il paese ha in tal senso ancora notevoli possibilità di accogliere nuovi immigrati. Nelle città vive l'86% della popolazione argentina, percentuale elevatissima, soprattutto in considerazione del fatto che l'Argentina non ha ancora un'economia di tipo industriale. Massima espressione dell'urbanesimo argentino è Buenos Aires, una delle più grandi città del mondo, polo fondamentale di tutta l'organizzazione territoriale.

Religione

Cattolici 77%, protestanti 2%, ebrei 2%, altri 18%. Secondo l'articolo 2 della Costituzione lo stato sostiene in particolare la Chiesa cattolica, con la quale esiste un concordato e che è riconosciuta dal Codice Civile come assimilabile ad un ente di diritto pubblico. Inoltre formalmente il Presidente della Repubblica deve essere di religione cattolica. L'articolo 14 riconosce ai cittadini la libertà di professare il proprio culto.

Geografia politica

L'Argentina è suddivisa in 23 province e un distretto federale (la Città autonoma di Buenos Aires).
Per l'elenco delle province vedi: Province dell'Argentina

Geografia economica

Prodotto Nazionale Lordo (nel 2000): 8.950$ pro capite (17° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti(nel 2000): - 19,1 miliardi di dollari.
Inflazione: 0,5%.
Disoccupazione(nel 2000): 14%. Punti di forza. Il settore primario è ampio e vario. Le imprese agroalimentari (carne, frumento, vino) sono molto importanti. Il paese dispone di grandi risorse energetiche. Agli inizi degli anni 1990 l'Argentina sembrava aver ritrovato una stabilita fiscale, finanziaria e valutaria, che è andata indebolendosi alla svolta del secolo, nonostante l'agganciamento al dollaro USA. La politica liberista ha indotto le organizzazioni sopranazionali, in primo luogo l'FMI, a concedere importanti linee di credito. Punti di debolezza. L'economia nazionale è tuttora chiusa, esposta alle crisi del Brasile, principale sbocco delle esportazioni, e vulnerabile ad un eventuale collasso del mercato americano o a una riduzione della liquidità internazionale. Alti sono il debito estero e la disoccupazione.

Risorse

L'economia dell'Argentina ha avuto sviluppi tipicamente latino-americani, anche se complessivamente più fortunati a causa di vari fattori. Una prima industrializzazione fu avviata solo durante la seconda guerra mondiale, grazie alla forte richiesta di grano e carni dalle zone di guerra, che permetteva ampi investimenti in campo industriale. La crisi economica del 1973 ebbe gravi ripercussioni in Argentina: salirono infatti i prezzi dei prodotti industriali largamente importati, mentre la CEE riduceva l'Importazione delle carni e degli altri prodotti zootecnici. L'inflazione toccò punte del 500% e persino del 900% nel 1976 e si registrarono il crollo della produzione industriale, la drastica caduta degli investimenti stranieri, la fuga dei capitali all'estero, che furono premesse per il colpo di stato militare del 1976. La politica economica del governo militare non diede i risultati sperati. Nel 1983 il governo liberamente eletto si trovò di fronte a una situazione estremamente difficile, anche in seguito all'avventura militare nelle Falkland/Malvinas. Venne varato un piano di riforma, e nel 1991 con la decisione di privatizzare le maggiori imprese statali e della liberalizzazione del mercato con Brasile, Paraguay e Uruguay. L'inflazione si ridusse drasticamente (da 20.000% del febbraio 1990 all'84% del 1991 fino al 17,5% del 1992), e si ebbe un aumento della produzione industriale del 22% e un calo della disoccupazione. Tutto ciò, anche grazie alla decisione di agganciare al cambio del dollaro statunitense una nuova moneta, il peso, equivalente a 10.000 australes. Produzione di energia elettrica: 19.600.000 kw.
Pesca: 1.150.000 tonnellate.
Petrolio: 573.771 b/g.
Allevamento: pecore 16 milioni, capre 34 milioni, bovini 55 milioni, cavalli 3 milioni.
Minerali: petrolio, gas naturale, carbone, ferro, zinco, piombo, stagno, uranio, argento.
Agricoltura
L'agricoltura occupò dapprima le terre pampeane ma si spinse anche nell'interno, nelle pianure del Paraná, nelle conche e nelle vallate preandine. Nonostante le inevitabili flessioni dovute a fattori contingenti e all'imporsi sul mercato mondiale di altri produttori di carni e cereali (U.S.A. e Canada soprattutto), non si pensò mai a una diversificazione dell'economia. Allevamento All'inizio l'allevamento forniva soprattutto pelli e cuoiami (limitata era invece la produzione di carni, lavorate localmente in grandi saladeros); nella seconda metà del XIX secolo l'invenzione delle celle frigorifere e la loro introduzione sulle navi consentirono un sfruttamento ben più redditizio dell'attività zootecnica, in quanto fu resa possibile l'esportazione di carni in Europa. Ben presto l'Argentina divenne un grande paese esportatore: all'azione avventurosa e pionieristica del gaucho si sostituì una complessa organizzazione produttiva e commerciale che porto benessere nel paese.
Pesca
Risorse minerarie
Industria

Trasporti

Strade: 61.440 km
Autostrade: 378 km
Ferrovie: 34.059 km
Canali navigabili: 11.000 km
Navi: 513 per un totale di 579.400 tsl.
Aeroporti:
- Ezeiza Inti (Buenos Aires)

Turismo

1 visitatore ogni 7,9 abitanti

Esportazioni

Brasile 31%, USA 8%, Cile 7%, Paesi Bassi 3%, Cina 3%, altri 48%.

Importazioni

Brasile 23%, USA 20%, Italia 6%, Germania 5%, Francia 5%, altri 41%.

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 96,5%
Studenti universitari: 1.070.000.

Istruzione

Dopo il periodo coloniale l'educazione seguì il sistema spagnolo. Nel 1884 fu promulgata una legge che stabiliva un'educazione laica e gratuita e l'istruzione obbligatoria fra i 6 e i 14 anni. Durante il governo di Perón venne attuato un controllo statale sulle istituzioni culturali; contemporaneamente un piano quinquennale per la scuola ridusse in buona parte l'analfabetismo, che è attualmente fra i più bassi dell'America Latina. L'insegnamento primario è gratuito, obbligatorio, dura sette anni e i programmi variano solo in minima misura da una regione all'altra. Dopo aver compiuto i 12 anni si possono intraprendere i corsi superiori normali, che si articolano in cinque anni, quelli commerciali (quattro o cinque anni), o quello tecnici e agrarii, che durano sei anni. Esistono poi scuole nazionali di apprendistato industriale e agricolo, di lingue, di belle arti e di musica. In Argentina esistono tre categorie di università (53 in totale): statali (26), provinciali (3) e private (24).

Sanità

Sistema sanitario pubblico.

Ambiente

Il 2% del territorio è protetto, il 2% parzialmente protetto.

Parchi Nazionali


- Lago Puelo
- Parco Nazionale Chaco
- Reserva Nazionale Formosa
- Monumento Naturale Bosque Petrificado
- Baritú
- Los Arrayanes
- Ischigualasto-Talampaya
- Campo de Los Alisos
- El Leoncito
- Monte León
- Palmar de Colón
- Mburucuyá
- Predelta (o Diamante)
- Copo
- El Impenetrable
- Calilegua
- Salar de Pozuelos
- Finca El Rey
- Iguazú
- San Antonio
- Laguna Blanca
- Lanín
- Los Alerces
- Los Glaciares
- Lihue Calel
- Los Cardones
- Nahuel Huapi
- Perito Francisco P. Moreno
- Pilcomayo
- Quebrada de Los Condoritos
- Tierra del Fuego et Aconcagua,Iberá,Humahuaca,Cueva de las Manos,Península Valdés ecc.

Lingua e letteratura

La lingua ufficiale è il castigliano approvato dalla Reàl Academia Española, cioè quello che comunemente è chiamato spagnolo; la lingua però comunemente parlata in ambito non ufficiale è diversa da quella ufficiale per alcune particolarità causate dalla comunanza con le lingue indigene (quechua, guaranì e araucano), dalle correnti immigratorie, in particolare l'italiana, ma sopratutto per la forte fossilizzazione della lingua spagnola portata dai conquistadores che ha mantenuto un vocabolario molto arcaicizzato e forme verbali antiche. Fortì influssi ebbe poi sulle classi colte argentine la lingua francese. Le prime manifestazioni della letteratura nazionale sono le cronache della conquista spagnola (ad opera di L. de Miranda e U. Schmidel), scrittori 'creoli' come Ruy Diaz de Guzmán,e ,nel XVII secolo il cordobese Luis de Tejeda). Durante la colonizzazione cresce la tendenza ad una letteratura indipendente. Una letteratura con prevalenza di ricordi autobiografici e di liriche nasce in seguito alla dichiarazione d'indipendenza delle Province Unite del Rio della Plata, cui esponenti sono Esteban de Luca y Patrón, J. Crisóstomo Lafinur, il poeta C. Rodríguez, il 'padre' Castañeda, Juan Cruz Varela e altri. Maggiori esponenti del romanticismo argentino, nel XIX secolo, sono Esteban Echeverría, J. Mármol, D.F. Sarmiento. Con Hilario Ascasubi e José Hernández, autore diMartín Fierro si afferma la poesia gauchesca; l'indirizzo realista è rappresentato da E. Cambaceres, M. T. Podestá, L. V. López, J. Martel, Olegario V. Andrade, Joaquín V. González, Gregorio de La Ferrere. La letteratura argentina sebbene abbia riecheggiato motivi e correnti letterarie europee postromantiche ha, tuttavia, trovato un proprio modo di esprimersi. Tra i maggiori esponenti della poesia e della narrativa nel XX secolo sono: L. Lugones, Horacio Quiroga, A. de Estrada, A.Güiraldes, E. Banchs, C. Ortiz, Alfonsina Storni, E. Carriego, Macedonio Fernández, Mastronardi, Santos Discepolo, Antonio Porchia, Leopoldo Marechal, Castilla, M. Ugarte, C. A. Leumann, A. Sux, A. Ghiraldo, Ricardo Gutiérrez, Raúl González Tuñón, Jorge Luis Borges, Julio Cortazar, Roberto Arlt,Héctor Tizón,Oliverio Girondo, Alberto Girri, Omero Manzi, Olga Orosco, Osvaldo Soriano, Manuel Mujica Láinez, Ernesto Sabato, Adolfo Bioy Casares, Juan Filloi.

Arte

L'arte non ha mai avuto come fonte le tradizioni indigene. Nell'architettura, alle prime case di Buenos Aires, fatte di terra battuta e legno grezzo, con copertura di paglia (XVI-XVII secolo), servite da modello al
rancho argentino, si sostituirono in seguito edifici di mattoni, uniformati al tipo della casa spagnola. Dalla seconda metà del XIX secolo si diffuse uno stile eclettico ispirato all'architettura europea. Oggi le costruzioni sono ispirate alle tradizioni ispano-americane. Fra gli edifici sacri notevoli la cattedrale di Buenos Aires e quella di Córdoba, e le chiese de San Ignacio Miní nello stile barocco-americano (XVIII secolo). La pittura ha in Prilidiano Pueyrredon il suo più importante esponente. Suoi contemporanei (XIX secolo) furono E. de la Cárcova, E. Sivori, M. A. Malharro,il "naïf" Candido López. Nel XX secolo: Lino Spilimbergo, Fernando Fader, Benito Quinquela Martín, Molina Campos, Xul Solar(Schultz-Solari), Alonso, Emilio Pettoruti,Seiko Yagi, Tivón de Livián, Raquel Forner, Kasuya Sakai, Castagnino, Antonio Berni, Antonio Seguí. Importante fu l'influsso esercitato dal gruppo del Nexus (1907-1908). Nel XX secolo i pittori argentini si uniformarono ai vari movimenti europei. Tra gli scultori spiccano L. Corréa Morales e F. Cafferata, Lucio Fontana, Curatela Manes, Julio Le Parc, Urrutia, Sesostrís Di Tullio, Lola Mora, Lucía Pacensa, lo scultore argentino Goya (da non confondere con il geniale pittore spagnolo dallo stesso cognome). Nel fumetto (chiamato in Argentina:historieta) spicano i disegnatori: Quino, Copi, Mordillo, Lang, Hermenegildo Sabat, i Breccia, Ciruelo,[ [Giménez]], Cognini, Langer, Salinas, Dante Quinterno, Villagrán, Ferro, Crist, Fontanarossa, Oski, Landrú, Brascó, Ciccone, Maitena, Sansol,Nine, "Lolo" Amengual, Andrés Cascioli.

Musica

Nel XVII secolo fu attivo nella città di Córdoba il compositore italiano Domenico Zipolli. Soltanto nel XX secolo si ebbe uno sforzo per una scuola musicale con caratteri nazionali: nel 1915 fu istituita la Sociedad Nacional de Musica. Alcuni musicisti argentini hanno attinto al folklore locale (creolo o andino), mentre altri invece tendono ad allinearsi con le scuole europee. Le migliori composizioni sono di musica strumentale. Tra i principali musicisti nazionali:J.B.Alberdi, A. William, A. Beruti, C. Gaito, A. Faleni, C. López Buchardo, J. Aguirre, R. Rodríguez, C. Piaggio, H. Siccerdi,Daniel Beremboim,Alberto Ginastera,Ariel Ramírez,Leandro "Gato" Barbieri, 'Atahualpa Yupanqui', Martha Argerich, María Sol Gabetta, ecc. L'influsso nero è evidente nei
candombes e, indirettamente, nel tango (Osvaldo Pugliese e Ástor Piazzolla). Il Teatro Colón a Buenos Aires è uno dei più importanti teatri lirici del mondo.

Flora

Dalla varietà di condizioni climatiche deriva una notevole diversità di ambienti. Quello più caratteristico, più tipicamente argentino, è la pampa, grande pianura erbosa, alimentata dalle piogge invernali, che verso l'interno più arido si fa steppa. Nel nord subtropicale umido, il passaggio fluviale è caratterizzato da lembi forestali dove si trova anche l'Ilex paraguariensis. Nel Chaco si trova la savana, con palme e associazioni arboree di quebracho nelle aree più umide. Nella Patagonia sub-desertica, la vegetazione si raccoglie lungo i fiumi. I primi rilievi andini presentano una vegetazione cespugliosa xerofila (caratteristica l'associazione di mimosacee). Sugli altopiani settentrionali si trova il desolato ambiente della puna e solo nella sezione meridionale, oceanica, compare la foresta, con conifere e latifoglie, che crescono talora ai margini delle lingue glaciali. Nella Terra del Fuoco queste si spingono sino al mare, dato che, come si è detto, il limite delle nevi perenni in queste zone australi è molto basso.

Fauna

Anche la fauna è quanto mai varia. Nella pampa i pochi cervidi rimasti sono confinati nelle zone più aride; numerosi sono invece roditori, donnole, furetti, volpi, guanachi, tapiri, armadilli e, fra gli uccelli, i nandù. Nel Chaco vivono scimmie come cebi e callitrici, vampiri, puma, giaguari, formichieri e armadilli. Nella Mesopotomia argentina numerose sono le scimmie, i serpenti, i giaguari e i tapiri. Nelle Ande caratteristiche sono le vigogne, che vivono solo oltre i 3500 m, il guanaco, alcuni cervidi e il condor. Infine nella Patagonia, ricca di armadilli e guanachi, vivono roditori e pappagalli, mentre sulle rive gelate della Terra del Fuoco si trovano uccelli antartici e leoni di mare.

Cucina argentina

Politica

Il potere esecutivo spetta al presidente della repubblica, eletto ogni 4 anni a suffragio universale diretto; il potere legislativo è esercitato dal Congresso Nazionale, composto dal Senato (72 membri) e dalla Camera dei deputati (257 membri). Vedi anche:
- Testo integrale della costituzione argentina in spagnolo

Politica estera

Bibliografia

Collegamenti esterni


- [http://www.presidencia.gov.ar Presidente della Repubblica]
- [http://www.turismo.gov.ar Segretaria di Turismo]

Voci correlate


- Illustri
- Aziende
- Città
- Montagne
- Fiumi
- Laghi
- Mari
- Isole fiu-vro:Argentina ja:アルゼンチン ko:아르헨티나 ms:Argentina simple:Argentina th:ประเทศอาร์เจนตินา


Lingua spagnola

Il castigliano più comunemente detto spagnolo, è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. È la seconda lingua (la quarta secondo un’altra classificazione) più parlata al mondo dopo il cinese (mandarino). L’importanza dello spagnolo è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. Ciò grazie all’alto tasso di natalità di molti paesi in cui è parlato, allo sviluppo economico di vari stati latino-americani, alla crescita della comunità ispanofona negli Stati Uniti e, da ultimo, all’espansione del mercato musicale in tale lingua. Si usa il termine castigliano per mettere in evidenza che è la lingua della Castiglia e che in Spagna si parlano altre lingue (le maggiori sono il catalano, il basco e il galiziano).

"Spagnolo" o "Castigliano"

Gli spagnoli sono soliti chiamare la loro lingua español quando questa viene citata insieme a lingue di altri stati (per esempio in un elenco dove figurino anche il francese o l'inglese) ma si preferisce utilizzare il termine castellano quando si citano anche le altre lingue della Spagna (come il galiziano, il catalano e il basco). Per quanto riguarda il resto del mondo ispanofono, in molte aree si preferisce il termine español, mentre castellano prevale in Argentina, Cile, Peru e Uruguay .

Storia

Lo spagnolo si è evoluto dal latino "volgare" e ha poi subito, nel nord del paese, l'influenza del celtiberico, del basco e dell'arabo. Caratteristiche tipiche della fonologia diacronica spagnola sono la lenizione (latino vita, spagnolo vida), la palatilizzazione (latino annum, spagnolo año), la trasformazione in dittonghi delle vocali latine brevi e/o (latino terra, spagnolo tierra; latino novus, spagnolo nuevo). Fenomeni simili si possono trovare anche nelle altre lingue romanze, benché lo spagnolo presenti una influenza celtica più forte del francese e dell'italiano, specie nella lenizione. Con la Riconquista il dialetto del nord si diffuse anche nelle regioni meridionali. Il primo dizionario dal latino allo spagnolo (Gramática de la Lengua Castellana) fu realizzato a Salamanca nel 1492 da Elio Antonio de Nebrija. Quando tale lavoro fu presentato a Isabella I di Castiglia, la regina chiese ¿Para qué quiero una obra como ésta si ya conozco el idioma? (Per quale motivo dovrei volere un'opera come questa, se già conosco la lingua?), al che l'autore rispose Señora, la lengua es el instrumento del Imperio (Signora, la lingua è lo strumento dell'Impero). A partire dal XVI secolo lo spagnolo fu introdotto in America, Micronesia, Guam, Isole Marianne, Palau e Filippine (anche se in tutte queste isole ben poco è rimasto di tale colonizzazione, se non alcuni pidgin). Nel XX secolo il castigliano si diffuse anche nelle colonie africane della Guinea Equatoriale e del Sahara occidentale (all'epoca noto come Río de Oro).

Fonologia

Entro il XVI secolo il Castigliano subì delle trasformazioni nell'uso delle consonanti che determinarono la definitiva differenziazione rispetto alle lingue neolatine confinanti, quali il portoghese e il catalano. Per esempio la /f/ a inizio di molte parole fu trasformata in /h/.
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Variante latinoamericana

Nei paesi latinoamericani si parla lo spagnolo, ma con inflessioni linguistiche particolari:
- Non esiste la seconda persona plurale: il vosotros è sostituito con dallustedes, e i verbi si pongono alla terza persona plurale; questo implica che il pronome personal ustedes deve essere usato più frequentemente che nello spagnolo di Spagna, per evitare ambiguità.
- A livello fonetico assume varie caratteristiche che si incontrano anche nel sud della Spagna (Andalusia):
  - Ha il fenomeno del
seseo: il suono interdentale (c seguita da e o i, e z) diventa sempre il suono s aspro.
  - Ugualmente presenta il fenomeno del
yeismo, per il quale il suono della ll palatale si confonde con quello della y.
- Mantengono arcaismi. Particolarmente diversa ed arcaica, anche nel vocabolario, risulta essere la versione argentina in cui:
- valgono le regole di cui sopra per gli altri paesi latinoamericani anche se il suono risulta molto più pulito e cantilenato
- è stato mantenuto, al posto del
, il vos, e conseguentemente la relativa forma verbale in seconda persona singolare è stata mantenuta nella forma arcaica; nel castigliano di Spagna lo troviamo in Cervantes.
- i suoni di
ll e y si interconfondono e suonano come lo sc italiano di sci tranne che nelle zone della Provincia di Corrientes.

Distribuzione geografica

Lo spagnolo è una delle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dell’Unione Africana. Gran parte dei parlanti risiede nell’emisfero occidentale (Europa, America centrale e meridionale, territori spagnoli in Africa). Con circa 106 milioni di parlanti (sia come prima che come seconda lingua), il Messico è lo stato con la più numerosa popolazione ispanofona del mondo. Seguono poi la Colombia e la Spagna (entrambe con 44 milioni), l’Argentina (39 milioni) e gli Stati Uniti (30 milioni, paese dove lo spagnolo non è lingua ufficiale ma è usato da una folta comunità di immigrati). Lo spagnolo è la lingua ufficiale di più di 20 paesi: #Argentina #Bolivia (insieme al quechua e all’aymará) #Cile #Colombia #Costa Rica #Cuba #Ecuador #El Salvador #Guatemala #Guinea Equatoriale (insieme al francese) #Honduras #Messico #Nicaragua #Panamá #Paraguay (insieme al guaraní) #Porto Rico #Perù (insieme al quechua e all’aymará) #Repubblica Dominicana: caratteristiche proprie #Sahara occidentale (insieme all’arabo) #Spagna (insieme al catalano, al basco e al galiziano) #Uruguay #Venezuela Lo spagnolo riveste inoltre una certa importanza nei seguenti paesi: #Andorra #Belize, dove l'inglese rappresenta la lingua ufficiale, con lo spagnolo che però è largamente diffuso per ragioni storiche e geografiche #Brasile (lingua di studio) #Filippine (ormai lingua di cultura in disuso) #Gibilterra #Israele e Marocco (in questi due paesi sono presenti importanti comunità di ebrei sefarditi che parlano sia lo spagnolo che il ladino). #Stati Uniti, dove rappresenta la seconda lingua più diffusa dopo l'inglese #Trinidad and Tobago (per ragioni storiche e geografiche) Nel territorio britannico di Gibilterra, rivendicato dalla Spagna, l’inglese rimane l’unica lingua ufficiale. Lo spagnolo, tuttavia, rappresenta la lingua madre di quasi tutti i residenti. Nella zona si parla inoltre lo yanito, misto di inglese e spagnolo. Negli Stati Uniti lo spagnolo è parlato da circa ¾ della popolazione ispanica. Sta inoltre diventando un’importante lingua di studio, con un numero sempre più grande di non-ispanici che lo apprendono per ragioni commerciali, politiche o turistiche. Il castigliano è la lingua ufficiale del New Mexico (insieme all’inglese) e del territorio americano di Porto Rico. In Brasile, dove il portoghese è lingua ufficiale, lo spagnolo sta diventando sempre più lingua di studio. Ciò è dovuto a diversi fattori. Innanzitutto, il fatto che il Brasile negli ultimi anni ha visto diminuire i suoi scambi commerciali con Stati Uniti ed Europa e aumentare invece quelli con i vicini paesi ispanofoni (in particolar modo quelli del Mercosur). A ciò si aggiungono i continui scambi culturali con molti paesi dove il castigliano è lingua ufficiale e la forte somiglianza tra i due idiomi (cosa che, ovviamente, facilita l’apprendimento). Per tutta questa serie di ragioni il Congresso Nazionale del Brasile, il 17 luglio 2005, ha approvato un provvedimento con cui lo spagnolo diventa la seconda lingua delle scuole primarie sia pubbliche che private. In Brasile esiste inoltre una piccola comunità di madre lingua spagnola: si tratta di ebrei sefarditi (parlanti sia il castigliano standard che il ladino) sia di immigrati da altri paesi sudamericani. Infine, in molti centri lungo i confini (soprattutto con l’Uruguay) si parla un misto di spagnolo e portoghese noto come portuñol. In Europa, al di fuori di Spagna e Andorra, lo spagnolo viene parlato da comunità di immigrati in Italia (soprattutto nelle grandi città, dove le comunità sudamericane sono in continuo aumento), Francia, Paesi Bassi, Germania e Regno Unito (con un’importante comunità a Londra). In Asia l’uso della lingua spagnola è invece in costante declino. Dal 1987 lo spagnolo non è più lingua ufficiale nelle Filippine e, ormai, è usato quotidianamente solo dallo 0,01% della popolazione (2.658 persone stando al censimento del 1990). Tuttavia, lo 0,4% dei filippini usa un creolo-spagnolo noto come chabacano (292.630 persone nel 1990); a ciò si aggiungono i numerosi prestiti presenti nelle varie lingue filippine e l’importanza storica del castigliano (basti pensare che gran parte della letteratura e dei documenti storici del paese fino agli inizi del Novecento furono redatti in questa lingua). Esistono poi piccolissime comunità di “ex-immigrati” in vari paesi asiatici che possono vantare una certa conoscenza della lingua: si tratta di cinesi nati in Messico e poi deportati in Cina e di giapponesi di terza o quarta generazioni nati in Perù e ritornati in Giappone. Anche in Oceania lo spagnolo non riveste grande importanza. E’ parlato da circa 3.000 persone nelle Isole Orientali (un possedimento territoriale cileno) ed è la settima lingua più diffusa in Australia (97.000 parlanti stando al censimento del 2001). A Guam, Palau, nelle Marianne, nelle Isole Marshall e negli Stati Federati di Micronesia, un tempo possedimenti spagnoli, il castigliano è ormai estinto e la sua influenza si limita ad alcuni pidgin e prestiti nelle lingue locali. In Antartide, lo spagnolo è usato nelle stazioni scientifiche di Argentina, Cile, Perù e Spagna.

Voci correlate


- Ortografia spagnola Spagnola, lingua Spagnola, lingua Spagnola, lingua ja:スペイン語 simple:Spanish


1521

Eventi


- 3 gennaio - Martin Lutero con la bolla Decet Romanum Pontificem viene scomunicato da Papa Leone X.
- Dieta di Worms: Lutero riafferma le sue tesi di fronte all'Imperatore Carlo V.
- 29 agosto - L'esercito ottomano, guidato da Solimano I attacca e conquista Belgrado. Un primo attacco era stato sventato nel 1456.

Nati


- 4 agosto - Papa Urbano VII († 1590)

Morti


- 27 aprile - Ferdinando Magellano, navigatore ed esploratore portoghese 021 ko:1521년 simple:1521

1537

Eventi

Nati

Morti

037 ko:1537년

1617

Eventi


- Garcilaso de la Vega, discendente di un nobile spagnolo e di una principessa Inca, pubblica a Cordova la seconda parte dei suoi Comentarios reales de los Incas.

Nati

Morti


- 24 agosto - Santa Rosa da Lima 017 ko:1617년

1536

Eventi

Nati

Morti


- 3 gennaio Baldassarre Peruzzi (n. 1481)
- 7 gennaio - Caterina d'Aragona, regina d'Inghilterra (n. 1485)
- 19 maggio - Anna Bolena, regina, moglie di Enrico VIII 036 ko:1536년 simple:1536

1606

Eventi

Nati


- 15 luglio - Harmenszoon van Rijn Rembrandt, pittore olandese

Morti

006 ko:1606년 ms:1606

Argentina


La Repubblica Argentina è un paese dell'America meridionale. Confina a ovest con il Cile, a nord con la Bolivia e il Paraguay, a nord-est con il Paraguay e il Brasile, a est con l'Uruguay, a sud-est con l'Oceano Atlantico