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Luce visibile
La luce (dal latino, 'lux, lucis') è l'agente fisico che rende visibili gli oggetti. Il termine luce si riferisce alla porzione dello spettro elettromagnetico visibile all'occhio umano, ma può includere altre forme della radiazione elettromagnetica. Le tre grandezze base della luce (e di tutte le radiazioni elettromagnetiche) sono la luminosità (o ampiezza), il colore (o frequenza) e la polarizzazione (o angolo di vibrazione). A causa della dualità onda-particella, la luce mostra simultaneamente proprietà che appartengono sia alle onde che alle particelle.
Teorie sulla luce
Teoria corpuscolare
Formulata da Isaac Newton nel XVII secolo. La luce viene vista come composta da piccole particelle di materia (corpuscoli) emesse in tutte le direzioni. Oltre che essere matematicamente molto semplice (molto più della teoria ondulatoria) questa teoria spiega molto facilmente alcune caratteristiche della propagazione della luce che erano ben note all'epoca di Newton. Innanzi tutto la meccanica galileiana prevede, correttamente, che le particelle (inclusi i corpuscoli di luce) si propaghino in linea retta ed il fatto che questi fossero previsti essere molto leggeri è coerente con una velocità della luce alta ma non infinita. Anche il fenomeno della riflessione può essere spiegato in maniera semplice tramite l'urto elastico della particella di luce sulla superficie riflettente.
La spiegazione della rifrazione è leggermente più complicata ma tutt'altro che impossibile: basta infatti pensare che le particelle incidenti sul materiale rifrangente subiscano, ad opera di questo, delle forze perpendicolari alla superficie che ne cambiano la traiettoria.
I colori dell'arcobaleno venivano spiegati tramite l'introduzione di un gran numero di corpuscoli di luce diversi (uno per ogni colore) ed il bianco era pensato come formato da tante di queste particelle. La separazione dei colori ad opera, ad esempio, di un prisma poneva qualche problema teorico in più perché le particelle di luce dovrebbero avere proprietà identiche nel vuoto ma diverse all'interno della materia.
Una conseguenza della teoria corpuscolare della luce è che questa, per via dell'accelerazione gravitazionale, aumenti la sua velocità quando si propaga all'interno di un mezzo.
Teoria ondulatoria
Formulata da Christiaan Huygens nel 1678 ma pubblicata solo nel 1690 nel Traite de Lumiere. La luce viene vista come un'onda che si propaga (in maniera del tutto simile alle onde del mare o a quelle acustiche) in un mezzo, chiamato etere, che si supponeva pervadere tutto l'universo ed essere formato da microscopiche particelle elastiche. La teoria ondulatoria della luce permetteva di spiegare (anche se in maniera matematicamente complessa) un gran numero di fenomeni: oltre alla riflessione ed alla rifrazione Huygens riuscì infatti a spiegare anche il fenomeno della birifrangenza nei cristalli di calcite. Nel 1801 Thomas Young dimostrò come i fenomeni della diffrazione (osservato per la prima volta Francesco Maria Grimaldi nel 1665) e dell'interferenza fosse interamente spiegabile dalla teoria ondulatoria e non lo fosse dalla teoria corpuscolare.
Un problema della teoria ondulatoria era la propagazione rettilinea della luce. Infatti era ben noto che le onde sono capaci di aggirare gli ostacoli mentre è esperienza comune che la luce si propaghi in linea retta (questa proprietà era già stata notata da Euclide nel suo Optica). Questa apparente incongruenza può però essere spiegata assumendo che la luce abbia una lunghezza d'onda microscopica.
Al contrario della teoria corpuscolare quella ondulatoria prevede che la luce si propagi più lentamente all'interno di un mezzo che nel vuoto.
Teoria elettromagnetica
Proposta da James Clerk Maxwell alla fine del XIX secolo, sostiene che le onde luminose sono elettromagnetiche e non necessitano di un mezzo per la trasmissione, mostra che la luce visibile è una parte dello spettro elettromagnetico.
Teoria quantistica (dualità onda-particella)
Iniziò a svilupparsi alla fine del XIX secolo e combina assieme le tre teorie precedenti. Nel 1900 Max Planck propose che le onde luminose sono composte di pacchetti di energia detti quanti o fotoni. La luce si comporta quindi sia come un'onda che come una particella.
Lunghezze d'onda della luce visibile
Immagine:Spettro-onde.jpg
La luce visibile è una porzione dello spettro elettromagnetico compresa tra i 400 e gli 800 nanometri (nm) (nell'aria). La luce è anche caratterizzata dalla sua frequenza. Frequenza e lunghezza d'onda obbediscono alla seguente relazione:
La velocità della luce
Formula della velocità della luce
:,
dove λ è la lunghezza d'onda, f è la frequenza, v è la velocità della luce. Se la luce viaggia nel vuoto, allora v = c, quindi
:,
dove c è la velocità della luce. Possiamo esprimere v come
:
dove n è una costante (l'indice rifrattivo) che è una proprietà del materiale attraverso il quale passa la luce.
Particolarità della velocità della luce
La luce si propaga a una velocità finita. Anche gli osservatori in movimento, misurano sempre lo stesso valore di c, la velocità della luce nel vuoto, dove c = 299.792.458 m/s; comunque, quando la luce passa attraverso una sostanza trasparente, come l'aria, l'acqua o il vetro, la sua velocità viene ridotta, e la luce è sottoposta a rifrazione. Quindi si ha, n=1 nel vuoto e n>1 nella materia.
Storia della velocità della luce
La velocità della luce è stata misurata molte volte da numerosi fisici. La migliore tra le prime misurazioni venne eseguita da Olaus Roemer, (un fisico danese), nel 1676. Egli sviluppò un metodo di misurazione, osservando Giove e una delle sue lune con un telescopio. Grazie al fatto che la luna veniva eclissata da Giove a intervalli regolari, calcolò il periodo di rivoluzione della luna in 42,5 ore, quando la Terra era vicina a Giove. Il fatto che il periodo di rivoluzione si allungasse quando la distanza tra Giove e Terra aumentava, indicava che la luce impiegava più tempo a raggiungere la Terra. La velocità della luce venne calcolata analizzando la distanza tra i due pianeti in tempi differenti. Roemer calcolò una velocità di 227.000 km/s.
Albert A. Michelson migliorò il lavoro di Roemer nel 1926. Usando uno specchio rotante, misurò il tempo impiegato dalla luce per percorrere il viaggio di andata e ritorno dal monte Wilson al monte San Antonio in California. La misura precisa portò a una velocità di 299.796 km/s. Nell'uso comune, questo valore viene arrotondato a 300.000 km/s.
Ottica
Lo studio della luce e dell'interazione tra luce e materia è detto ottica L'osservazione e lo studio dei fenomeni ottici, come ad esempio l'arcobaleno offre molti indizi sulla natura della luce.
Colori e lunghezze d'onda
Le differenti lunghezze d'onda vengono interpretate dal cervello come colori, che vanno dal rosso delle lunghezze d'onda più ampie (minore frequenza), al violetto delle lunghezze d'onda più brevi (maggiore frequenza). Le frequenze comprese tra questi due estremi vengono percepite come arancio, giallo, verde, blu e indaco. Le frequenze immediatamente al di fuori di questo spettro percettibile dall'occhio umano vengono chiamate ultravioletto (UV), per le alte frequenze, e infrarosso (IR) per le basse. Anche se gli esseri umani non possono vedere l'infrarosso, esso viene percepito dai recettori della pelle come calore. Telecamere in grado di captare i raggi infrarossi e convertirli in luce visibile, vengono chiamati visori notturni. La radiazione ultravioletta non viene percepita dagli esseri umani, se non in maniera molto indiretta, in quanto la sovraesposizione della pelle ai raggi UV causa scottature. Alcuni animali, come le api, riescono a vedere gli ultravioletti; altri invece riescono a vedere gli infrarossi.
Misurazione della luce
Le seguenti sono quantità o unità di misura della luce:
- luminosità (o temperatura)
- illuminamento (unità SI: lux)
- flusso luminoso (unità SI: lumen)
- intensità luminosa (unità SI: candela)
Sorgenti di luce
- radiazione termica (radiazione del corpo nero)
- Lampade ad incandescenza
- luce solare
- fuoco
- emissione spettrale atomica (la fonte di emissione può essere stimolata o spontanea)
- laser e maser (emissione stimolata)
- LED (light emitting diode)
- lampade a scarica di gas (insegne al neon, lampade al mercurio, etc)
- fiamme dei gas
- accelerazione di una particella dotata di carica (solitamente un elettrone)
- radiazione ciclotronica
- Bremsstrahlung
- radiazione di Cherenkov
- luce di sincrotrone
- chemioluminescenza
- fluorescenza
- fosforescenza
- tubo catodico
- bioluminescenza
- sonoluminescenza
- triboluminescenza
- radioattività
- annichilazione particella-antiparticella
Luce
ja:光
ko:빛
ms:Cahaya
simple:Light
th:แสง
Luminosità
La luminosità in fisica è la densità dell'intensità luminosa in una data direzione; in particolare, in astronomia, è la quantità di energia emessa da una stella in un dato tempo.
Si misura in watt, in erg oppure in luminosità solare (unità di misura che pone a 1 la luminosità del Sole).
Tutte le stelle irradiano in un'ampia gamma di frequenze dello spettro elettromagnetico, dalle onde radio di bassa energia fino ai raggi gamma di alta energia. Una stella che emette prevalentemente nella regione ultravioletta dello spettro produce una quantità totale di energia maggiore di una stella che emette principalmente nell'infrarosso. Per questo la luminosità è una misura dell'energia emessa da una stella a tutte le lunghezze d'onda.
La relazione tra lunghezza d'onda ed energia è stata quantificata da Einstein come
:
dove v è la frequenza, h la costante di Planck ed E l'energia del fotone in joule.
In altre parole, a lunghezze d'onda minori (e quindi a frequenze più alte) corrispondono energie maggiori.
Per esempio, una lunghezza d'onda lambda (λ) = 10 metri, appartiene alla regione radio dello spettro elettromagnetico, e corrisponde a una frequenza
: MHz
dove c è la velocità della luce.
L'energia del fotone è
: joule.
Al contrario, la luce visibile ha lunghezze d'onda molto minori e frequenze molto più alte. Un fotone con lunghezza d'onda metri (più o meno nel verde) ha un'energia joule, oltre un miliardo di volte maggiore rispetto all'energia di un fotone radio. Analogamente, un fotone di luce rossa (lunghezza d'onda λ = 700 nm) ha meno energia di un fotone di luce violetta (lunghezza d'onda λ = 400 nm).
La luminosità dipende sia dalla temperatura che dall'area superficiale. Ciò ha senso perché un ceppo ardente irraggia più energia di un fiammifero, sebbene entrambi abbiano la stessa temperatura. Allo stesso modo, una sbarra di ferro scaldata a 2000 gradi emette più energia di quando è scaldata a soli 200 gradi.
La luminosità è una grandezza fondamentale in astronomia e astrofisica. Molto di ciò che si sa sui corpi celesti lo si è appreso analizzando la loro luce. La ragione è che i processi fisici che avvengono nelle stelle vengono registrati e trasmessi dalla luce.
Vedi anche
- Magnitudine apparente
- Magnitudine assoluta
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::La prima stesusa di questo articolo deriva dalla traduzione italiana a opera di Davide Rizzo del manuale del software KStars, il manuale e il software sono rilasciati rispettivamente secondo la GNU-FDL e GNU-GPL. Si veda: [http://docs.kde.org/it/HEAD/kdeedu/kstars/credits.html]
Categoria:Astronomia e Astrofisica
AmpiezzaL'ampiezza, in fisica, è la massima variazione di una grandezza in un'oscillazione periodica.
Nell'equazione semplice dell'onda
A è l'ampiezza dell'onda.
Voci correlate
- Onde e le loro proprietà:
- Frequenza
- Periodo
- Lunghezza d'onda
- Modulazione d'ampiezza
Categoria:Fisica
Colore
Il colore è una percezione che si forma quando l'occhio viene investito da una radiazione luminosa. La formazione di tale percezione avviene in tre fasi:
#Nella prima fase un gruppo di fotoni (stimolo visivo) arriva all’occhio, attraversa cornea, umore acqueo, pupilla, cristallino, umore vitreo e raggiunge i fotorecettori della retina (bastoncelli e coni), dai quali viene assorbito. Come risultato dell’assorbimento i fotorecettori generano (in un processo detto trasduzione) tre segnali nervosi, che sono segnali elettrici in modulazione di ampiezza.
#La seconda fase avviene ancora a livello retinale e consiste nella elaborazione e compressione dei tre segnali nervosi, e termina con la creazione dei segnali opponenti, segnali elettrici in modulazione di frequenza, e la loro trasmissione al cervello lungo il nervo ottico.
#La terza fase consiste nell’interpretazione dei segnali opponenti da parte del cervello e nella percezione del colore.
Dunque il colore dipende da tre componenti:
#una sorgente luminosa (l'energia necessaria per iniziare il processo della visione del colore)
#eventualmente un oggetto (le cui proprietà chimiche modificano l'energia luminosa)
#il sistema visivo umano (l'occhio che cattura l'energia e il cervello che produce la percezione del colore)
Anche se nel parlare comune si dice che gli oggetti e le luci "hanno" un colore, il colore non è un attributo fisico degli oggetti e delle luci. Piuttosto le luci dirette o riflesse da oggetti "provocano" la percezione del colore.
Lo studio del colore riguarda più discipline:
- la fisica, in particolare l'ottica per tutto ciò che avviene all'esterno del sistema visivo
- la fisiologia, per quanto riguarda il funzionamento dell'occhio e la generazione, elaborazione, codifica e trasmissione dei segnali nervosi dalla retina al cervello
- la psicologia per quanto riguarda l'interpretazione dei segnali nervosi e la percezione del colore
ma coinvolge anche
- la psicofisica che studia la relazione tra lo stimolo e la risposta del sistema visivo (la colorimetria è una parte della psicofisica)
- la matematica necessaria per lo sviluppo di modelli rappresentativi della visione del colore
- Luce
- Stimolo di colore
- Mescolanza additiva
- Mescolanza sottrattiva
- Colori primari
- Rappresentazione dei colori
- Spazio dei colori
- Pantone
- Sistema NCS
- CMYK
- Quadricromia
Bibliografia
- G. Wyszecki, W.S. Stiles: Color Science: Concepts and Methods, Quantitative Data and Formulae Wiley 1982 (II ed.)
- C. Oleari (a cura di): Misurare il colore Hoepli 1998
- R.W.G. Hunt: "Measuring Color" Fountain Press 1998 (III ed.)
- G.A. Agoston: Color Theory and Its Application in Art and Design Springer 1987 (II ed.)
- D.B. Judd, G. Wyszecki: Color in Business, Science, and Industry Wiley 1975 (III ed.)
- M.D. Fairchild: Color Appearance Models Addison Wesley 1998
- CIE: International Lighting Vocabulary 1970 (III ed.)
Collegamenti esterni
ja:色
ko:색
simple:Color
Frequenza
La frequenza è una grandezza che concerne fenomeni periodici o processi ripetitivi. In fisica la frequenza di un fenomeno che presenta un andamento costituito da eventi che nel tempo si ripetono identici o quasi identici, viene data dal numero degli eventi che vengono ripetuti in una data unità di tempo. Un modo per calcolare una tale frequenza consiste nel fissare un intervallo di tempo, nel contare il numero di occorrenze dell'evento che si ripete in tale intervallo di tempo e nel dividere quindi il risultato di questo conteggio per la ampiezza dell'intervallo di tempo.
In alternativa, si può misurare l'intervallo di tempo tra gli istanti iniziali di due eventi successivi (il periodo) e quindi calcolare la frequenza come grandezza reciproca di questa durata.
:,
dove T esprime il periodo.
Il risultato è dato nell'unità di misura chiamata hertz (Hz), dal fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz, dove 1 Hz caratterizza un evento che occorre una volta in un secondo.
Frequenza dei fenomeni ondulatori
Nel misurare la frequenza del suono, di onde elettromagnetiche (come le onde radio o la luce), di segnali elettrici oscillatori o di altre onde simili, la frequenza in hertz è il numero di cicli della forma d'onda ripetitiva per secondo.
La frequenza f ha una relazione di proporzionalità inversa con la grandezza lunghezza d'onda. La frequenza è pari alla velocità c dell'onda divisa per la lunghezza d'onda λ:
:
Frequenza statistica
Vedasi frequenza (statistica).
Frequenza di campionamento
In acustica, la frequenza di campionamento esprime il numero di campioni registrati in un secondo utilizzando sistemi digitali. In un CD audio la frequenza di campionamento è di 44.100Khz, il minimo consentito dall'orecchio in modo da non notare il procedimento di "divisione" dell'onda sonora in piccoli "tasselli" numerici. Per comprendere a fondo consultare la definizione di Digitale (informatica).
Tabella delle frequenze
Collegamenti esterni
- [http://www.ilmondodelletelecomunicazioni.it/modulazioni_file/mod_analog_file/fm_in_det_file/tabella/tabella.htm Tabella alternativa]
Frequenza
ja:周波数
ko:진동수
th:ความถี่
Onda
Il termine onda ha più significati:
- in geografia l'onda marina è un movimento della superficie delle acque degli oceani, mari e laghi. Tipi particolari di onda marina sono:
- onda anomala: che può raggiungere i 30 metri e non ancora del tutto spiegata
- onda di maremoto: prodotta da terremoti con epicentro terre ricoperte dall'acqua
- onda di terremoto: prodotta da terremoto con epicentro terre emerse
- in fisica l'onda è un movimento periodico che si propaga in un mezzo (non necessariamente un mezzo materiale). Sono possibili ulteriori distinzioni:
- onda gravitazionale: prevista dalla relatività generale
- onda d'urto: creata da un solido che attraversa un fluido od un gas
- onda sonora: si propaga nei fluidi come risultato di stati alternativi di compressione e depressione del fluido
- onda elettromagnetica: è costituita dalla propagazione di un campo elettromagnetico, nel vuoto o in un mezzo che la consente. A loro volta possono essere suddivise in:
- onda luminosa: la luce
- radioonda: usate per le trasmissioni radio e televisive
- microonda
- raggi X
- raggi gamma
- onda sismica: prodotta dai terremoti
Inoltre,
- Onda (Spagna) - comune spagnolo
- la Contrada Capitana dell'Onda è una delle diciassette Contrade della città di Siena
Particella
Una particella è
# In fisica, l'unità base di materia od energia. Vedi anche: Lista delle particelle, Fisica delle particelle
# In linguistica, una particella grammaticale.
# Nell'uso comune: Una parte molto piccola di quantità insignificante.
ja:粒子
XVII secoloI millennio | II millennio | III millennio
XIV secolo | XV secolo | XVI secolo | XVII secolo | XVIII secolo | XIX secolo | XX secolo
Anni 1600 | Anni 1610 | Anni 1620 | Anni 1630 | Anni 1640
Anni 1650 | Anni 1660 | Anni 1670 | Anni 1680 | Anni 1690
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Avvenimenti
Asia
- Arrivo dei missionnari cattolici in Asia.
Europa
Personaggi significativi
- René Descartes (Cartesio) (La Sibyllière, Indre-et-Loire, 1596 - Stoccolma, 1650), filosofo francese.
- Galileo Galilei (Pisa, 1564 - Arcetri, 1642), fisico ed astronomo italiano, fondatore della fisica moderna.
- Marcello Malpighi (Crevalcore, 1628 - Roma, 1694) medico, inventore dell'istologia
- Molière (Parigi, 1622 - id., 1673) (Jean-Baptiste Poquelin dit Molière), autore drammatico e commediografo francese.
- Isaac Newton (Woolsthorpe, Lincolnshire, 1642 - Londra, 1727), matematico, fisico ed astronomo inglese, autore del Philosophiæ naturalis principia mathematica, che espone la teoria della gravitazione universale.
- Blaise Pascal (Clermont-Ferrand, 1623 - Parigi, 1662), filosofo, matematico e fisico francese.
- Il Cardinale di Richelieu (Parigi, 1585 - id., 1642) (Armand Jean du Plessis, detto Richelieu), uomo di stato francese.
- Jan Vermeer, pittore olandese (Delft, 1632-1675)
Invenzioni, scoperte, innovazioni
- 1609 : Invenzione del telescopio da parte di Galileo Galilei.
- 1642 : invenzione del calcolatore meccanico da parte di Blaise Pascal.
- 1647 : Invenzione del barometro da parte di Evangelista Torricelli.
Categoria:XVII secolo
ja:17世紀
ko:17세기
th:คริสต์ศตวรรษที่ 17
Isaac Newton
Sir Isaac Newton, (25 dicembre, 1642 - 20 marzo, 1727 del calendario giuliano, 4 gennaio 1643 – 31 marzo 1727 del calendario gregoriano) fu un alchimista, matematico, fisico, scienziato e filosofo inglese; pubblicò la Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (1687), dove descrisse la legge di gravitazione universale e, attraverso le sue leggi del moto, creò i fondamenti per la meccanica classica. Newton inoltre condivise con Gottfried Wilhelm Leibniz la paternità dello sviluppo del calcolo differenziale. Fu Presidente della Royal Society.
Ulteriori risultati
Newton fu il primo a dimostrare che le leggi della natura governano il movimento della Terra e degli altri corpi celesti. Egli contribuì alla Rivoluzione scientifica e al progresso della teoria eliocentrica. A Newton si deve anche la sistematizzazione matematica delle leggi di Keplero del movimento dei pianeti. Egli generalizzò queste leggi intuendo che le orbite (come quelle delle comete) potevano essere non solo ellittiche ma anche iperboliche e paraboliche. Newton fu il primo a dimostrare che la luce bianca è composta da tutti gli altri colori. Egli, infine, avanzò l'ipotesi che la luce fosse composta da particelle; vedi: dualismo onda-corpuscolo.
Biografia
dualismo onda-corpuscolo
Newton nacque a Woolsthorpe-by-Colsterworth, un paese nella contea del Lincolnshire. Suo padre morì tre mesi prima della sua nascita e, due anni dopo, sua madre andò a vivere col suo nuovo marito, lasciando suo figlio alle cure della nonna.
Newton fu educato alla Grantham Grammar School. Nel 1661 si iscrisse al Trinity College di Cambridge dove aveva già studiato suo zio William Ayscough. All'epoca gli insegnamenti del college erano basati su quelli di Aristotele, ma Newton preferiva leggere le idee più avanzate di filosofi moderni come Cartesio, Galileo, Copernico e Keplero. Nel 1665 scoprì il teorema binomiale e cominciò a sviluppare una teoria matematica che sarebbe diventata il calcolo infinitesimale. Poco dopo che Newton ebbe conseguito la sua laurea nel 1665, l'università venne chiusa precauzionalmente contro la grande epidemia. Durante i due anni successivi Newton lavorò a casa sul calcolo infinitesimale, ottica e forza gravitazionale.
La tradizione vuole che Newton fosse seduto sotto un albero di mele quando una mela cadde sulla sua testa e questo gli facesse capire che la forza gravitazionale terrestre e celeste fossero la stessa cosa. Questa in realtà è un'esagerazione di un episodio narrato da Newton stesso secondo il quale egli sedeva ad una finestra della sua casa (Woolsthorpe Manor) e vide una mela cadere dall'albero. In ogni modo si ritiene che anche questa storia è stata inventata dallo stesso Newton più avanti negli anni, per dimostrare quanto fosse abile a trarre ispirazione dagli eventi di tutti i giorni. Uno scrittore suo contemporaneo, William Stukeley, registrò nelle sue Memoirs of Sir Isaac Newton's Life una conversazione con Newton a Kensington il 5 aprile 1726, nella quale Newton ricordava "quando per la prima volta, la nozione di forza di gravità si formò nella sua mente. Fu causato dalla caduta di una mela, mentre sedeva in contemplazione. Perché la mela cade sempre perpendicolarmente al terreno, pensò tra se e se. Perché non potrebbe cadere a lato o verso l'alto ma sempre verso il centro della terra."
Newton divenne un membro del Trinity College nel 1667. Nello stesso anno diffuse le sue scoperte nel De Analysi per Aequationes Numeri Terminorum Infinitas (Sull'Analisi delle Serie Infinite), ed in seguito in De methodis serierum et fluxionum (Sui Metodi di Serie e Flussioni), il cui titolo diede il nome al suo "metodo delle flussioni".
Newton e Leibniz svilupparono la teoria del calcolo infinitesimale indipendentemente ed usando notazioni differenti. Anche se Newton lavorò al suo metodo precedentemente a Leibniz, la notazione e il "Metodo Differenziale" erano migliori e vennero generalmente adottati. Nonostante il fatto che Newton appartenesse al gruppo dei più brillanti scienziati della sua epoca, gli ultimi venticinque anni della sua vita furono amareggiati da una disputa con Leibniz, che lo accusava di plagio.
Fu eletto professore Lucasiano di matematica nel 1669. Questa carica lo esentò dal diventare un ecclesiastico per rimanere membro del college e prevenì il conflitto che ci sarebbe stato tra le sue idee anti-Trinitarie e l'ortodossia della chiesa.
Newton e l'ottica
Trinitarie
Dal 1670 al 1672 egli si occupò ottica. Durante questo periodo egli studiò la rifrazione della luce, dimostrando che un prisma può scomporre la luce bianca in uno spettro di colori, e quindi una lente ed un secondo prisma possono ricomporre uno spettro di molti colori in luce bianca. Da questo lavoro concluse che ogni telescopio rifrattore avrebbe sofferto della dispersione della luce in colori, ed inventò il telescopio riflettore per aggirare il problema (più avanti, quando divennero disponibili vetri con diverse proprietà rifrattive, divenne possibile costruire lenti acromatiche). Nel 1671 la Royal Society lo chiamò per una dimostrazione del suo telescopio riflettore. Il loro interesse lo incoraggiò a pubblicare le note On Colour (Sui colori), che più tardi arricchì nel suo lavoro Opticks (Ottica). Quando Robert Hooke criticò alcune delle idee di Newton, egli ne fu così offeso che si ritirò dal dibattito pubblico. A causa della paranoia di Newton, i due uomini rimasero nemici fino alla morte di Hooke.
L'impegno di Newton per la scienza (o qualcosa di simile) è chiaramente dimostrato in un particolare esperimento sull'ottica. Avendo l'idea che il colore è provocato dalla pressione sull'occhio, egli premette un ago da cucito intorno al suo occhio fino a quando egli potè dare dei colpetti al retro dello stesso, notando spassionatamente "cerchi bianchi, scuri e colorati" fintanto che continuava ad agitarlo" Christianson non ha chiaro cosa Newton concluse da questo esperimento.
Una volta disse, in una lettera a Hooke datata 5 febbraio 1676, "Se ho visto oltre, è stato levandomi sulle spalle dei Giganti" benché questa frase, coniata nel Medioevo dalla Scuola di Chartes, appaia come segno di modestia, in realtà fu pungente: Hooke era un uomo di bassa statura.
Newton provò che la luce è composta di particelle. Fisici successivi preferirono una spiegazione basata sulle onde in base ai risultati di alcuni esperimenti. Oggi la meccanica quantistica parla di "dualismo onda-corpuscolo" anche se i fotoni hanno poche somiglianze con i corpuscoli di Newton (per esempio corpuscoli rifratti accelerando attraverso un mezzo più denso).
Nel suo Hypothesis of Light (Ipotesi sulla Luce) del 1675, Newton contò sull'esistenza dell'etere per trasmettere le forze tra le particelle. Newton era in contatto con Henry More, il seguace di Platone a Cambridge nato a Grantham, sull'alchimia, ed ora il suo interesse su questa materia rinacque. Rimpiazzò l'etere con forze occulte basate sulle idee Ermetiche sull'attrazione e repulsione tra particelle. John Maynard Keynes, che acquisì molti degli scritti di Newton sull'alchimia, disse che "Newton non fu il primo dell'età della ragione: fu l'ultimo dei maghi." L'interesse di Newton nell'alchimia non può essere isolato dai suoi contributi alla scienza. Se non avesse creduto nell'idea occulta dell'azione a distanza, attraverso il vuoto, probabilmente non avrebbe sviluppato la sua teoria sulla gravità.
Nel 1679, Newton ritornò al suo lavoro sulla gravitazione ed i suoi effetti sulle orbite dei pianeti, in riferimento alle leggi del movimento di Keplero, consultandosi con Hooke e Flamsteed sull'argomento. Pubblicò i suoi risultati in De Motu Corporum (1684) che avrebbe formato in seguito i Principia.
1684
Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (ora conosciuto come Principia) fu pubblicato nel 1687 con l'incoraggiamento e l'aiuto finanziario di Edmond Halley. In questo lavoro Newton stabilì le tre leggi universali del movimento che non sono state migliorate per trecento anni. Egli usò la parola latina gravitas (peso) per la determinazione analitica della forza che sarebbe diventata conosciuta come gravità, e definì la legge della gravitazione universale. Nello stesso lavoro presentò la prima determinazione analitica, basata sulla legge di Boyle, sulla velocità del suono nell'aria.
Con i Principia, Newton venne riconosciuto internazionalmente. Conquistò un circolo di ammiratori, incluso il matematico di origini svizzere Nicolas Fatio de Duillier, con il quale stabilì un'intensa relazione che durò fino al 1693. La fine di quest'amicizia portò Newton ad un esaurimento nervoso.
Negli anni 1690 Newton scrisse numerosi opuscoli religiosi sulla interpretazione letterale della Bibbia. La fede di Henry More nell'infinitezza dell'universo ed il rifiuto del dualismo Cartesiano potrebbero aver influenzato le idee religiose di Newton. Un manoscritto che egli inviò a John Locke nel quale metteva in discussione l'esistenza della Trinità non fu mai pubblicato. I suoi lavori più tardi - The Chronology of Ancient Kingdoms Amended (1728) e Observations Upon the Prophecies of Daniel and the Apocalypse of St. John (1733) - furono pubblicati dopo la sua morte. Egli riteneva che le sue ricerche più impegnative le aveva dedicate agli studi delle cronologia antica. Egli dedicò molto tempo anche all'alchimia: in un'epoca in cui i principi della chimica non erano chiari egli cercava di indagare sulla natura delle sostanze rifacendosi a tradizioni ermetiche ed effettuando esperimenti successivamente relegati nella pseudoscienza dell'alchimia.
Newton fu anche un membro del Parlamento dal 1689 al 1690 e nel 1701, ma il suo solo intervento registrato fu per lamentarsi di una corrente d'aria fredda e la richiesta che venisse chiusa la finestra.
Newton si trasferì a Londra per prendere il posto di guardiano della Zecca Reale nel 1696, una posizione che ottenne con il patrocinio di Charles Montagu, primo conte di Halifax, poi fu Cancelliere dello Scacchiere. Si fece carico del grande programma di nuova coniazione delle monete inglesi, seguendo il cammino di Master Lucas (e favorendo la nomina di Edmond Halley a sovraintendente della zecca di Chester). Newton divenne direttore della Zecca alla morte di Lucas nel 1699. Questi incarichi erano intesi come sinecure, ma Newton li prese seriamente, esercitando il suo potere per riformare la moneta e punire i falsari. Egli si ritirò dai suoi incarichi a Cambridge nel 1701.
Nel 1701 Newton pubblicò anonimamente una legge della termodinamica ora conosciuta come "legge di Newton del raffreddamento" nel Philosophical Transactions of the Royal Society.
Nel 1703 Newton divenne presidente della Royal Society ed un associato della Académie des Sciences. Nella sua posizione alla Royal Society, Newton si fece nemico di John Flamsteed, l'Astronomo Reale, tentando di rubare il suo catalogo di osservazioni.
Newton fu investito cavaliere dalla regina Anna nel 1705.
Newton non si sposò mai, né ebbe figli riconosciuti. Morì a Londra e fu sepolto nella cattedrale di Westminster.
Alexander Pope scrisse in un famoso poema su Isaac Newton: "La natura e le leggi della natura stanno nascoste nella notte; Dio disse Newton sia! e fu la luce."
Opere
- Method of Fluxions (1671)
- De Motu Corporum (1684)
- Opticks (1704)
- Arithmetica Universalis (1707)
- An Historical Account of Two Notable Corruptions of Scripture(1754)
Short Chronicle, The System of the World, Optical Lectures, Universal Arithmetic, The Chronology of Ancient Kingdoms, Amended e De mundi systemate sono stati pubblicati postumi nel 1728.
Altre letture
- James Gleick, Isaac Newton, Knopf, 2003, hardcover, 288 pagine, ISBN 0375422331
- John Maynard Keynes, Essays in Biography, W W Norton & Co , 1963, paperback, ASIN 039300189X. Keynes si interessò molto a Newton e possedette diversi dei suoi scritti privati.
- Isaac Newton (1642-1727), The Principia: a new Translation, Guide by I. Bernard Cohen ISBN 0-520-08817-4 University of California 1999 Attenzione: svelati errori comuni di traduzione!
- Isaac Newton, Papers and Letters in Natural Philosophy, edito da I. Bernard Cohen ISBN 0-674-46853-8 Harvard 1958,1978
- Richard S. Westfall, Never at Rest, ISBN 0-521-27435-4 (paperback) Cambridge 1980..1998. Attenzione: dopo una vita di studi, Westfall scopre che è ancora più imperscrutabile.
- Stephen Hawking, ed. On the Shoulders of Giants, ISBN 0-7624-1348-5 Brani tratti dai Principia di Newton nel contesto di altri scritti selezionati di Copernico, Keplero, Galileo ed Einstein.
- Gale Christianson In the Presence of the Creator: Isaac Newton & his times (1984) ISBN 0-02-905190-8
- Francesco Algarotti - Il newtonianesimo per le dame
Collegamenti esterni
- [http://www.newtonproject.ic.ac.uk/ The Newton Project - Imperial College London]
- [http://www-gap.dcs.st-and.ac.uk/~history/Mathematicians/Newton.html Sir Isaac Newton - School of Mathematics and Statistics University of St Andrews, Scotland]
- [http://www.lucidcafe.com/library/95dec/newton.html Sir Isaac Newton Scientist and Mathematician by Lucidcafé]
- [http://www.wamu.org/programs/dr/03/06/13.php WAMU's The Diane Rehm Show audio recording of interview with James Gleick author of Isaac Newton from Friday, June 13, 2003 (RealAudio stream)]
- [http://images.google.com/images?q=Isaac+Newton immagini di Isaac Newton]
Newton, Isaac
Newton, Isaac
Newton, Isaac
Newton, Isaac
ja:アイザック・ニュートン
ko:아이작 뉴턴
ms:Isaac Newton
simple:Isaac Newton
th:ไอแซก นิวตัน
MeccanicaIn termini generali, la meccanica (dal latino mechanicus, dalla greco, mechanike, femminile di mechanikos "meccanico") è una specializzazione delle scienze che trattano le funzioni e le operazioni di routine con le macchine, intesa come dispositivo od oggetto. Se seguita da un aggettivo, la meccanica si occupa dello studio delle funzioni ricavate empiricamente da attrezzature meccaniche dove la variabile da studiare è una proprietà o uno stato.
In fisica, con il termine meccanica si indica una qualsiasi teoria che si occupi del movimento dei corpi. Fra le teorie meccaniche più conosciute citiamo: la Meccanica Classica, la Meccanica Quantistica e la Meccanica Relativistica.
Discipline della Meccanica
- Biomeccanica - studia le proprietà meccaniche delle strutture biologiche.
- Meccanica classica
- (detta anche Meccanica newtoniana)
- Dinamica - oggetti in movimento
- Meccanica hamiltoniana
- Cinematica
- Meccanica orbitale
- Meccanica celeste
- Meccanica razionale
- Statica - oggetti in equilibrio
- Meccanica del continuo
- Teoria acustica
- Meccanica dei fluidi
- idrostatica
- idrodinamica
- fluidodinamica
- Meccanica dei solidi
- Resistenza dei materiali
- Meccanica applicata alle macchine
- Gruppi di Lie simmetria
- Meccatronica
- Meccanica quantistica
- Meccanica statistica
- Meccanica relativistica
- Gravitazione
categoria:fisica
ja:力学
Riflessione
- La riflessione nell'ambito della programmazione informatica
- Il fenomeno della riflessione della luce nell'ambito dell'ottica
Particella
Una particella è
# In fisica, l'unità base di materia od energia. Vedi anche: Lista delle particelle, Fisica delle particelle
# In linguistica, una particella grammaticale.
# Nell'uso comune: Una parte molto piccola di quantità insignificante.
ja:粒子
Accelerazione
L'accelerazione rappresenta la variazione di velocità nell'unità di tempo. Si distinguono:
- accelerazione media: rapporto tra la variazione di velocità e l'intervallo di tempo
:
- accelerazione istantanea: limite per l'intervallo di tempo tendente a zero del rapporto che definisce l'accelerazione media:
:
dove s è il vettore spostamento. L'accelerazione si esprime, nel S.I., in m/s2. Sovente è anche espressa in g, ove un g rappresenta l'accelerazione gravitazionale terrestre che è pari a circa 9.81 m/s2.
Nel caso di moto rettilineo si può prendere in considerazione, invece del vettore accelerazione, la sua componente, che è uno scalare, con evidente vantaggio computazionale.
In quest'ultimo caso si evince chiaramente che tale componente può essere positiva o negativa indipendentemente dal segno della componente di v. Per cui si può avere una componente di a positiva con una componente di v negativa, ma anche una crescita o una decrescita della componente della velocità sia con v positiva che negativa.
Nel caso di verso opposto tra velocità e accelerazione il corpo subirà una decelerazione e si fermerà o proseguirà il suo moto in direzione opposta a quella iniziale.
Tre sono gli eventi che si raggruppano sotto l'accelerazione:
- andare più velocemente (accelerare in senso stretto, con accelerazione concorde alla velocità);
- andare più lentamente (frenare o decelerare nel linguaggio comune, con accelerazione opposta alla velocità);
- cambiare direzione (girare nel linguaggio comune per cui l'accelerazione possiede una componente perpendicolare alla velocità che prende il nome di accelerazione centripeta).
In quest'ultimo caso si ha:
:
dove v è il modulo della sua velocità istantanea ed r è il raggio della circonferenza.
Accelerazione in due dimensioni
L'accelerazione considerata in uno spazio bidimensionale può essere scomposta nelle componenti:
:
Voci correlate
- Accelerazione media
- Accelerazione istantanea
- Moto parabolico
Accelerazione
ja:加速度
ko:가속도
simple:Acceleration
th:ความเร่ง
Velocità
Velocità media e istantanea
In fisica, la velocità indica la rapidità di moto e la direzione di un corpo in movimento. Si calcola in metri al secondo, in base al Sistema Internazionale.
Generalmente si fa distinzione tra :
- velocità media: rapporto tra lo spostamento e la durata dell'intervallo di tempo impiegato a percorrerlo.
:
dove è lo spostamento, e sono i vettori posizione e è l'intervallo di tempo impiegato ad effettuare lo spostamento;
- velocità istantanea: limite della velocità media per intervalli di tempo molto brevi.
:
dove gli intervalli di distanza e tempo sono stati sostituiti dai rispettivi differenziali, che rappresentano variazioni infinitesime di spazio e tempo, onde si evince che la velocità istantanea è la derivata della posizione rispetto al tempo.
Rapidità
Talvolta, per analogia con la lingua inglese, si usa il termine rapidità per indicare la velocità in valore assoluto (ovvero il modulo del vettore velocità). In inglese si indica infatti con speed la rapidità e con velocity la velocità in senso vettoriale.
Grafico spazio-tempo e velocità-posizione
Per studiare dal punto di vista geometrico la velocità è comodo ricorrere a due tipi di grafici, quello spazio-tempo e quello velocità tempo:
Immagine:Spazio_tempo_velocita.gif
L'esempio mostra un grafico di uno spostamento unidimensionale e si può notare come i due grafici siano tra di loro correlati.
Velocità in due dimensioni
Utilizzando uno spazio bidimensionale la velocità media e quella istantanea si possono scomporre.
:
Lo stesso modulo del vettore velocità è scomponibile nei suoi componenti e si può ricavare da questi:
:
ove e .
L'angolo formato dal vettore v con l'asse temporale sarà dato da:
:
mentre ogni componente, usando una tecnica tipica dei vettori, si calcola come:
:
:
----
In caso di caduta di un oggetto immerso in un campo gravitazionale, la velocità può essere determinata utilizzando la conservazione dell'energia, ottenendo così una semplice espressione:
:
dove h è la differenza di quota tra il punto di caduta e quello in cui l'oggetto si ferma.
In quest'ultimo caso si parla di velocità di fuga.
Velocità limite
Il fatto, implicito nelle equazioni di Maxwell per la propagazione delle onde elettromagnetiche e verificato sperimentalmente agli inizi del '900, che la velocita' di un fotone (o di un'onda elettromagnetica) nel vuoto è identica per tutti i sistemi di riferimento (e pari a 2.9979458 E 8 m/s) ha portato alla necessità di modificare le equazioni del moto e della dinamica. Una delle conseguenze di queste modifiche (teoria della relatività ristretta o particolare - A. Einstein) è che la velocità massima raggiungibile al limite da un qualunque oggetto è quella della luce nel vuoto.
Composizione delle velocità
Considerando ad esempio una barca che si muove con una velocità v rispetto all'acqua di un canale che a sua volta si muove con una velocità u rispetto alla riva. Si prende un'osservatore O è solidale con la riva e l'osservatore O' è solidale cona barca. Abbiamo che
Quindi per l'osservatore fisso le velocità della corrente e della barca si compongono sommandosi quando la barca va nel verso della corrente e sottraendosi quando va controcorrente.
Va sottolineato che O' coni suoi strumenti misura sempre la velocità v della barca rispetto all'acqua e può anche misurare la velocità con la quale l'acqua scorre davanti O. Questo misuira anch'esso la velocità con la quale si muove l'acqua e a differenza di O' misura pure la velocità di O' rispetto alla sponda del canale. Una situazione del tutto analoga si verifica pure quando la barca si muove trasversalmente alla corrente.
Questo tipo di composizione delle velocità introdotta da Galilei, nella teoria della relatività galileiana, era già nota a Leonardo da Vinci che fa l'esempio di un arciere che lancia una freccia dal centro della Terra verso la superficie. L'esempio è ripreso in maniera più formare da Galilei. Qui un oservatore esterno allaTerra vede comporsi il moto rettilineo della freccia lungo un raggio e il moto rotatorio della Terra. Il moto risultatnte è una spirale di Archimede. La freccie si muove con il moto rettilineo uniforme. Lo spazio percoso risulta allora
Le proiezioni di s sui due assi è quindi come visto per il moto circolare
Voci correlate
- velocità media
- velocità istantanea
Velocità
ja:速度
ko:속도
simple:Velocity
Christiaan Huygens
Christiaan Huygens (L'Aia, 14 aprile 1629 - L'Aia, 8 luglio 1695), matematico, astronomo e fisico olandese, è stato uno dei protagonisti della rivoluzione scientifica.
Huygens studiò giurisprudenza e matematica all'Università di Leida dal 1645 al 1647 e successivamente al College van Oranje (Collegio d'Orange) di Breda.
Huygens preparò le fondamenta del calcolo infinitesimale (poi sviluppato da Leibniz e Newton) nei suoi lavori sui coni, ma soprattutto è famoso per il suo ragionamento che la luce consistesse di onde. Nel 1655, adoperando un telescopio di propria fabbricazione, scoprì la luna di Saturno, Titano. Esaminò gli anelli di Saturno a fondo e nel 1656 scoprì che consistevano di rocce. Nello stesso anno osservò la nebulosa di Orione. Grazie al suo telescopio fu in grado di suddividere la nebulosa in singole stelle. La regione interna più chiara della nebulosa di Orione è chiamata regione di Huygens in onore di questo lavoro.
Durante la sua vita ebbe contatti con Cartesio, Pascal, Leeuwenhoek e Mersenne, che contribuirono anche alla sua formazione scientifica. Dietro insistenza di Pascal, Huygens scrisse il primo libro sulla teoria delle probabilità, De ludo aleae pubblicato nel 1657, grazie al quale è considerato uno dei fondatori della disciplina del calcolo delle probabilità.
Nel 1656 ottenne un brevetto sul primo orologio a pendolo. Nell'opera Horologium Oscillatorium sive de motu pendulorum (1673) espone la teoria del movimento del pendolo. Nel 1675 Huygens brevettò un orologio da tasca.
Christiaan Huygens ottenne altri onori: fu il primo membro onorario straniero della Royal Society Inglese e divenne il primo direttore dell'Accademia delle Scienze Francese, fondata nel 1666.
Huygens, Christiaan
Huygens, Christiaan
Huygens, Christiaan
ja:クリスティアーン・ホイヘンス
ko:크리스티안 호이겐스
1678
Eventi
Nati
- 4 marzo - Antonio Vivaldi, compositore italiano († 1741) Immagine:Vivaldi_piccola.jpg
- 27 ottobre - Pierre de Montmort, matematico francese
----
Morti
078
ko:1678년
Onda
Il termine onda ha più significati:
- in geografia l'onda marina è un movimento della superficie delle acque degli oceani, mari e laghi. Tipi particolari di onda marina sono:
- onda anomala: che può raggiungere i 30 metri e non ancora del tutto spiegata
- onda di maremoto: prodotta da terremoti con epicentro terre ricoperte dall'acqua
- onda di terremoto: prodotta da terremoto con epicentro terre emerse
- in fisica l'onda è un movimento periodico che si propaga in un mezzo (non necessariamente un mezzo materiale). Sono possibili ulteriori distinzioni:
- onda gravitazionale: prevista dalla relatività generale
- onda d'urto: creata da un solido che attraversa un fluido od un gas
- onda sonora: si propaga nei fluidi come risultato di stati alternativi di compressione e depressione del fluido
- onda elettromagnetica: è costituita dalla propagazione di un campo elettromagnetico, nel vuoto o in un mezzo che la consente. A loro volta possono essere suddivise in:
- onda luminosa: la luce
- radioonda: usate per le trasmissioni radio e televisive
- microonda
- raggi X
- raggi gamma
- onda sismica: prodotta dai terremoti
Inoltre,
- Onda (Spagna) - comune spagnolo
- la Contrada Capitana dell'Onda è una delle diciassette Contrade della città di Siena
Acustica
L'acustica è quella branca della fisica che studia il suono studiato per primo da Pitagora nel VI secolo AC.
Chiameremo suono una vibrazione che si propaga in un mezzo. Esso è una perturbazione dello stato iniziale e si muove: le molecole del mezzo, "vicine" alla sorgente che per qualche motivo ha iniziato a vibrare, si eccitano mettendosi a vibrare anch'esse e trasmettono lo stimolo alle altre adiacenti, generando un'onda che si propaga con una certa velocità (che dipende dalle proprietà del mezzo), proprio come accade al pelo dell'acqua quando gettiamo un sasso nello stagno.
Le tre qualità del suono sono l’altezza, l’intensità ed il timbro.
Altezza
L’altezza è la qualità che fa distinguere un suono acuto da uno grave e dipende dalla frequenza. L’orecchio umano percepisce solo i suoni che vanno da 20 a 20.000 vibrazioni al secondo. Al di sotto abbiamo gli infrasuoni, al di sopra gli ultrasuoni. Il sonar, ma anche i delfini ed i pipistrelli percepiscono gli ultrasuoni.
La pratica musicale copre una gamma di suoni, le cui fondamentali vanno dal do grave che ha circa 65 vibrazioni semplici al secondo al do acuto che ha 8276 vibrazioni semplici. La voce umana ha un registro ancora più limitato. Per calcolare l’altezza dei suoni, è stato scelto come punto di riferimento il La3 (= ottava centrale del pianoforte) che chiamiamo diapason o corista. La frequenza del diapason è stata determinata da diversi congressi: nel 1885, al Congresso di Vienna, si stabilì che il La3 corrispondesse a 870 vibrazioni semplici che, a loro volta, corrispondevano a 435 vibrazioni doppie. Ora invece il valore di riferimento è 440 vibrazioni doppie, quindi 880 semplici.
Intensità
L’intensità è quella qualità che distingue un suono intenso da uno meno intenso. È data dall’ampiezza della vibrazione, dal grado di forza dell’eccitamento e dalla distanza del punto di percezione da quello di emissione del suono. Viene anche chiamata volgarmente volume ed ha a che fare con l'energia usata per produrre il suono.
Timbro
Il timbro, invece, è quella qualità che distingue un suono da un altro suono e dipende dalla natura del corpo che emette il suono e dalla forma delle vibrazioni che, a sua volta, dipende dalla sovrapposizione delle onde sinusoidali caratterizzate dai suoni fondamentali e dai loro armonici. La scomposizione di un suono nelle proprie componenti sinusuidali fondamentali è detta analisi in frequenza. La frequenze vengono misurate in Hz, ovvero oscillazioni al secondo. Le armoniche di un suono sono suoni con frequenze che sono multipli interi del suono principale.
Nella musica, tanto più un suono è composto da diverse componenti, tanto più esso risulta complesso: si va dal suono di un flauto dolce, composto dalla fondamentale e da pochissime armoniche, al suono degli strumenti ad arco, composto da moltissime frequenze armoniche secondarie.
Tanto più le frequenze secondarie che si sovrappongono alla principale non sono armoniche (ovvero hanno frequenze che non sono multipli interi della fondamentale), tanto più ci si avvicina al rumore.
Categoria:Acustica
ja:音響学
ko:음향학
Particella
Una particella è
# In fisica, l'unità base di materia od energia. Vedi anche: Lista delle particelle, Fisica delle particelle
# In linguistica, una particella grammaticale.
# Nell'uso comune: Una parte molto piccola di quantità insignificante.
ja:粒子
Riflessione
- La riflessione nell'ambito della programmazione informatica
- Il fenomeno della riflessione della luce nell'ambito dell'ottica
Christiaan Huygens
Christiaan Huygens (L'Aia, 14 aprile 1629 - L'Aia, 8 luglio 1695), matematico, astronomo e fisico olandese, è stato uno dei protagonisti della rivoluzione scientifica.
Huygens studiò giurisprudenza e matematica all'Università di Leida dal 1645 al 1647 e successivamente al College van Oranje (Collegio d'Orange) di Breda.
Huygens preparò le fondamenta del calcolo infinitesimale (poi sviluppato da Leibniz e Newton) nei suoi lavori sui coni, ma soprattutto è famoso per il suo ragionamento che la luce consistesse di onde. Nel 1655, adoperando un telescopio di propria fabbricazione, scoprì la luna di Saturno, Titano. Esaminò gli anelli di Saturno a fondo e nel 1656 scoprì che consistevano di rocce. Nello stesso anno osservò la nebulosa di Orione. Grazie al suo telescopio fu in grado di suddividere la nebulosa in singole stelle. La regione interna più chiara della nebulosa di Orione è chiamata regione di Huygens in onore di questo lavoro.
Durante la sua vita ebbe contatti con Cartesio, Pascal, Leeuwenhoek e Mersenne, che contribuirono anche alla sua formazione scientifica. Dietro insistenza di Pascal, Huygens scrisse il primo libro sulla teoria delle probabilità, De ludo aleae pubblicato nel 1657, grazie al quale è considerato uno dei fondatori della disciplina del calcolo delle probabilità.
Nel 1656 ottenne un brevetto sul primo orologio a pendolo. Nell'opera Horologium Oscillatorium sive de motu pendulorum (1673) espone la teoria del movimento del pendolo. Nel 1675 Huygens brevettò un orologio da tasca.
Christiaan Huygens ottenne altri onori: fu il primo membro onorario straniero della Royal Society Inglese e divenne il primo direttore dell'Accademia delle Scienze Francese, fondata nel 1666.
Huygens, Christiaan
Huygens, Christiaan
Huygens, Christiaan
ja:クリスティアーン・ホイヘンス
ko:크리스티안 호이겐스
Cristallo
Un cristallo è un oggetto solido costituito da atomi, molecole e/o ioni aventi una disposizione geometricamente regolare che si ripete indefinitamente nelle tre dimensioni spaziali, detta reticolo cristallino.
In altre parole è una formazione minerale solida che ha una disposizione periodica e ordinata di atomi ai vertici di una struttura reticolare che si chiama reticolo cristallino; la presenza di tale organizzazione atomica conferisce al cristallo una forma geometrica definita. I cristalli si formano per solidificazione graduale di un liquido o per sublimazione di un gas.
Una caratteristica distintiva dei cristalli, dovuta proprio alla loro struttura, è l'anisotropia, ovvero il presentare proprietà fisiche e chimiche dipendenti dal loro orientamento nello spazio.
La formazione e le caratteristiche d'un cristallo dipendono dalla velocità e dalle condizioni della solidificazione. Gli stessi liquidi che formano il granito qualche volta vengono eruttati in superficie come lava vulcanica e si raffreddano in fretta. Se il raffreddamento è più lento si forma una roccia afanitica, con cristalli troppo piccoli per essere visti; invece se il raffreddamento avviene in maniera ancora più lenta si forma una roccia porfirica.
Immagine:Cristallo.jpg
Voci correlate
- Quasicristallo
- Composto ionico
- Cristalli liquidi
categoria:chimicacategoria:geologia
Calcite
La calcite è un carbonato di calcio neutro (CaCO3), appartiene alla classe scalenoedrica ditrogonale del sistema romboedrico. Il nome deriva dal termine latino calx che significa calce.
Descrizione
La calcite pura è incolore, colorazioni diverse sono dovute a presenza di ferro, manganese, zinco, magnesio, cobalto, stronzio e piombo.
Otticamente uniassica negativa, ha un debole potere rifrangente, con birifrazione.
Peso specifico: 2,71 - 2,72.
Si scioglie in acqua contenente una dose sufficiente di acido carbonico e negli acidi, con effervescenza.
Essendo il carbonato di calcio polimorfo esistono altre due fasi cristalline, ovvero l'aragonite e la vaterite.
La calcite è dovuta, nella maggior parte dei casi, a sedimenti di natura chimica oppure organica, perciò si trova in moltissime rocce e in svariate località.
Le migliori cristallizzazioni si trovano nei filoni di Sardegna, Norvegia e Messico.
La calcite è molto diffusa nella litoclasi ed è il componente quasi esclusivo delle rocce calcaree.
La calcite è il minerale che è servito a stabilire le leggi fondamentali della cristallografia.
Abito cristallino
In natura si trova sotto forma di aggregati cristallini che si possono presentare esteriormente con diverse forme: modulare, stalattitica, stalagmitica, pisolitica, oolitica, coralloidale.
Le strutture caratteristiche sono quelle aciculare, romboedrica, prismatica e scalenoedrica; di queste la più stabile è quella romboedrica.
Origine
Intestazione
Giacitura
Forma in cui si presenta in natura
Utilizzi industriali
La calcite viene usata per produrre la calce e come componente del cemento. Scaldata a circa 800-900° C perde anidride carbonica e si trasforma in ossido di calcio (calce viva).
L'aggiunta di acqua alla calce viva da luogo a idrossido di calcio o calce spenta, utilizzata nell'edilizia.
Utilizzata nell'industria metallurgica come fondente e in quella chimica come fertilizzante. I cristalli limpidi come lo spato d'Islanda venivano utilizzati nella fabbricazione di prismi polarizzanti per microscopi da mineralogia.
Zoologia
La calcite è il componente fondamentale dei gusci e degli gusci degli animali.
Collegamenti esterni
Categoria:Minerali
ja:方解石
Akershusin linna
Akershusin linna on eräs Norjan historian merkittävimmistä linnoituksista. Se sijaitsee strategisella niemellä Oslossa. Linna on kokenut monia piirityksiä, mutta ulkomaiset valloittajat eivät ole koskaan onnistuneet valloittamaan sitä yhdeksästä yrityksestään huolimatta.
Oslo
Akershusin linnaa alettiin rakentaa vuoden 1290 tienoilla. Rakennustyöt käynnisti kuningas Håkon V Magnusson. Akershusin linna mainitaan ensimmäistä kertaa Håkonin kirjeessä vuonna 1300. Kirjeessä ei sanota, miten pitkälle rakennustyöt ovat edistyneet.
Akershusin linna muistuttaa monessa mielessä Turun linnaa, mikä kertoo maiden samankaltaisesta historiasta. Ne molemmat ajoittuvat samalle ajalle ja molempien linnojen yhteydessä on kirkko keskeisellä paikalla. Molempien linnojen suhteellisen karu sisustus ja vaatimattomuus kertovat myös siitä, että ne ovat sijainneet valtakunnan rajamailla, josta vauraus on virrannut todellisiin pääkaupunkeihin (Tukholmaan ja Kööpenhaminaan).
Nykyään Akershusin linna ja linnan alueella olevat kohteet muodostavat Oslon tärkeimmän turistikohteen. Linnoituksessa järjestetään kaupungin ja valtion juhlatilaisuuksia. Linnan alueella toimivat myös Norjan toisen maailmansodan aikaisen vastarintaliikkeen museo ja sotamuseo. Vastarintaliikkeen museossa on kuvattuna lehtileikkein ja kuvin sekä muutamin vastarintaliikkeen toimintaan liittyvin esinein kehitys Anschlussista 1938 Norjan miehityksen loppuun 1945 saakka.
1945
Sotamuseossa esineistöä ei ole paljoa varsinkaan Tanskan vallan ajalta. Unioniaikaa Ruotsin kanssa havainnollistetaan univormuun puetuin nukein, mistä saa kuvan norjalaisen armeijan 1800-luvun kenttäelämästä.
Linnan alueella toimii itse linnoitusta myöhemmin rakennetussa kauppiastalossa myös Norjan puolustusvoimien kansainvälinen keskus Fokiv (Forsvarets kompetansesenter for internasjonal virksomhet, englanniksi NODEFIC, the Norwegian Defence International Centre), huoltokoulu (Forsvarets forvaltningsskole) ja esikuntakoulu (Forsvarets stabsskole), missä opetetaan myös ulkomaalaisia.
Aiheesta muualla
Turistikohteet
Museoalueelle kuljetaan samasta portista Oslon keskustassa olevan sataman suunnasta, minkä sisäpuolella oleva alue katsotaan sotilasalueeksi, minne kuitenkin siviileille pääsy on sallittu päiväsaikaan.
- [http://www.mil.no/felles/nhm/start/eng/ Vastarintaliikkeen museo (Norges Hjemmefrontmuseum)]
- [http://www.mil.no/felles/fmu/start/ Sotamuseo]
- [http://www.noorwegen.org/verslag/attracties/akershus_festning Kuvia Akerhusin linnasta]
Norjan puolustusvoimien laitokset
- [http://www.mil.no/felles/fss/ffs/start/;jsessionid=IYUABLENKXDFNFOUN3NCFEQ?_requestid=11493476 Huoltokoulu (Forsvarets forvaltningsskole)]
- [http://www.mil.no/felles/fsts/start/;jsessionid=IYUABLENKXDFNFOUN3NCFEQ?_requestid=11493649 Esikuntakoulu (Forsvarets stabsskole)]
- [http://www.mil.no/felles/fokiv/start/;jsessionid=IYUABLENKXDFNFOUN3NCFEQ?_requestid=11493832 Kansainvälinen keskus (Forsvarets Kompetansesenter for Internasjonal Virksomhet - FOKIV / NODEFIC)]
Luokka:Norja
Luokka:Oslo
Luokka:Linnat
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Spannungskurve
In der Literatur und vor allem bei dramatischen Texten wird die Intensität von Verwicklungen, Konflikten und anderen Ereignissen durch eine Spannungskurve bezeichnet.
Im einleitenden Teil eines Werkes steigt die Spannungskurve langsam an, das heißt werden die Verhältnisse unter den Figuren erklärt, um einen Ausgangspunkt für den Hauptteil zu bilden. Ab jetzt nimmt sie schnell zu und erreicht einen Höhepunkt, indem alles verloren scheint. Entweder fällt sie nun rasch ab um im Schlussteil eine mehr oder weniger negative Endung zu finden oder sie bäumt sich nochmal zu einem kleinen Hö
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Heribert Prantl
Heribert Prantl ( - 30. Juli 1953 in Nittenau) ist ein deutscher Journalist. Er ist Ressortchef für Innenpolitik bei der Süddeutschen Zeitung in München.
Der promovierte Jurist war nach dem Studium als Richter sowie als Staatsanwalt in Bayern tätig. Er ist seit 1988 innenpolitischer Redakteur bei der
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Fabula
Fabula ist eine mehrsprachige Fachzeitschrift, das führende Organ der internationalen vergleichenden Erzählforschung. Untertitel: Zeitschrift für Erzählforschung. Journal of Folktale Studies. Revue d'Etudes sur le Conte Populaire.
Der Name bezieht sich auf die lateinische Bezeichnung für Fabel.
Sie erscheint seit 1957 halbjährlich im Verlag Walter de Gruyter in
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Siegesdenkmal Bozen
Das Siegesdenkmal in Bozen (Südtirol) auf dem Siegesplatz ist ein Relikt aus der Zeit des Faschismus. Es ist auf Mussolinis persönliche Initiative errichtet worden. Den 19 Meter breiten Triumphbogen plante der Architekt Marcello Piacentini. Gewidmet wurde das Bauwerk den "Märtyrern des
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Hamburg-Altonaer Verbindungsbahn
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Sophie von Dönhoff
Gräfin Sophie Juliane Dönhoff ( - 17. Oktober 1768 in Beynuhnen in Ostpreußen; † 28. Januar 1838 auf dem Gut Beerbaum in Oberbarnim) war in morganatischer Ehe mit dem preußischen König
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